Gran Loggia di Sicilia


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Solstizio d'Inverno 2018 - C’è stato un tempo…

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GRAN LOGGIA DI SICILIA


La Gran Loggia di Sicilia ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d’Inverno 2018 E:. V:. in un Convento allo Zenit del Mediterraneo unitamente al Supremo Consiglio dell’Ancient Accepted Scottish Rite for the Mediterranean - Rosae Crucis Ordo, Mediterranean Jurisdiction, al Corpo Massonico Rituale, ai Gran Maestri e ai Maestri Venerabili del Grand Orient of the Mediterranean, della International Mediterranean Grand Lodge, e della Gran Loggia del Mediterraneo.
A conclusione dei lavori rituali il Gran Maestro della Gran Loggia di Sicilia Salvo Barbagallo ha presentato la sua Balaustra di fine Anno dal titolo “C’è stato un tempo…”


Balaustra del Solstizio d’Inverno 2018 E:. V:.

C’è stato un tempo…


C’è stato un tempo in cui degli Iniziati hanno ritenuto, con arroganza, che la Massoneria in Sicilia potesse avere una sua Identità autonoma, strettamente legata al territorio, alla sua Cultura alla sua Tradizione. Un Tempo nato dalla consapevolezza che la Massoneria – nei suoi vertici - aveva perduto, lungo il suo percorso, il carattere fondamentale che la caratterizzava: l’Universalità. Non solo: che avesse smarrito i suoi punti basilari, involvendosi nei labirinti della profanità, trasformandosi in centri di potere più o meno occulti, o in luoghi di convivio. La carica “rivoluzionaria” del Pensiero e della Ragione si è esaurita negli interessi di parte.
La Gran Loggia di Sicilia nacque su quella “consapevolezza” e,
nel tempo, è rimasta solo l’Utopia di poter mutare lo stato delle cose.
Utopia, forse ignorando volutamente ciò che la Sicilia ha rappresentato ed ha espresso nei secoli e nei millenni: una Terra “dominata” dall’
invasore di turno.
Oggi milioni di Massoni hanno perduto il significato di quell’Universalità (non globalizazione) che la rendeva Unica, hanno perduto una Identità accaparrata dalle grandi Potenze che hanno trasformato la
Fratellanza in sudditanza, disconoscendo quanti Iniziati al di fuori dalla propria sfera d’influenza.
Tante le cose dette e scritte: La realtà odierna prospetta scenari apparentemente nuovi che sono, invece, la conseguenza di accadimenti verificatisi in precedenza. Ora domina il regno dell’opportunismo e dell’indifferenza mentre si fa avanti il nefasto proposito di governare con la paura e il ricatto. Esigenze legate alle invadenze hanno portato forze circoscritte territorialmente a uno sconsiderato accaparramento di importanti risorse. Gli interessi costituiti e le evidenti politiche delle potenze maggiori nelle loro stesse sfere di azioni, hanno provocato destabilizzazione e gli equilibri pre-esistenti sono stati posti in discussione da soggetti alla ricerca di nuovi assetti di egemonia. L’Occidente decadente, nelle sporadiche linee-guida, ha rinunciato alla difesa della sua civiltà accogliendo sotto la falsa etichetta del “bonismo” umanitario flussi di disperati, che non è in grado e non sarà mai in grado di integrare. Tutto ciò era prevedibile e previsto da molti che hanno preferito il silenzio, lasciando a poche “voci” isolate la “denuncia” di ciò che sarebbe inevitabilmente accaduto.
La globalizzazione non ha trasformato l’Uomo in
cittadino del mondo, ma lo ha intrappolato in schemi di subalternità ai poteri forti che ne condizionano la sua vita. L’utopia di un mondo nuovo si concretizza, giorno dopo giorno, nella realtà di un nuovo Ordine mondiale che può ricondurre a nefaste esperienze passate che si consideravano superate.
Federico II di Svevia stupì il mondo, fece della Sicilia il Regno dell’integrazione socio culturale fra le genti del Mediterraneo, alimentò il dialogo fra le religioni, secoli dopo Garibaldi asservì l’Isola all’Inghilterra in nome di una Unità nazionale impossibile che non si è realizzata se non formalmente, avviando la
regola dell’annientamento delle singole Identità
In un mosaico dove molti elementi sono andati dispersi, il
recupero di una Utopia perduta potrebbe consentire il ripristino del necessario giudizio per ricostruire una prospettiva condivisa. Utopia quale Mediterraneo mare di pace, il primo e ultimo fine della Gran Loggia di Sicilia.
Dalla Sicilia una sfida: continuare e non fermarsi di fronte alle crisi. Come detto in tante altre circostanze, è nell’area del Mediterraneo – zona franca del caos -, è nell’area del Mediterraneo dove noi viviamo che si gioca il futuro del “bene comune”.
Indispensabile ritrovare la ragione del nostro essere. Stabilizzare l’area del Mediterraneo: questo il nostro Compito/Dovere. Dalla frantumazione non nasce l’equilibrio. Dalle coalizioni opportunistiche nasce la confusione, prodromi al caos. l’unione si riacquista l’identità e la ragione del nostro essere.

IL GRAN MAESTRO
SALVO BARBAGALLO



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