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Solstizio d'Inverno 2017 - Le cose che sono state dette. Le cose che dovranno essere dette

Documenti

Ad Universi Terrarum Orbis Summi Architecti Gloriam


Ordo ab Chao

Ancient Accepted Scottish Rite
for the Mediterranean
Rosae Crucis Ordo
Mediterranean Jurisdiction

SOLSTIZIO D’INVERNO 2017 A:. D:.


Il Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione del Mediterraneo - Rosae Crucis Ordo Giurisdizione del Mediterraneo, ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d'Inverno 2017 in un Convento allo Zenit del Mediterraneo. A conclusione dei lavori rituali è stato approvato il Documento dal titolo "Le cose che sono state dette. Le cose che dovranno essere dette"

Le cose che sono state dette
Le cose che dovranno essere dette

Da anni e anni Il Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione del Mediterraneo - Rosae Crucis Ordo Giurisdizione del Mediterraneo, a conclusione dei Conventi tenuti in occasione del Solstizi ha diramato un suo Documento il cui contenuto mostrava la situazione all’interno dell’Istituzione Massonica e nel mondo profano. Due livelli di vita che inevitabilmente si incrociano là dove il fine della Massoneria “è il bene dell’Umanità”. Nel corso del tempo regole, principi e valori si sono affievoliti, se non dispersi, finendo con il provocare condizioni di caos in molti Paesi del pianeta. Tante cose sono state dette in questi Documenti ed è sufficiente rileggerli per tracciare senza possibilità di equivoci il percorso compiuto dalla nostra Istituzione, parallelo al percorso della stessa Umanità alla quale fa riferimento. In un momento storico i cui la civiltà rischia di scomparire, in un momento storico in cui gli avvenimenti si accavallano freneticamente, sconvolgendo tutto ciò che si riteneva definitivo, tante cose dovranno essere dette. Ma non ora. Adesso è il momento di guardare indietro per comprendere bene come si è arrivati al punto attuale. E’ il momento di capire ciò che attende tutti oggi e domasni, è il momento di scoprire chi ha una sincera volontà di assumersi la responsabilità di proseguire il cammino iniziatico in un presente che si inoltra in un futuro che presenta mille incognite, a un passo dalla totale oscurità. Il tempo degli alibi ha chiuso la sua parabola.





Le cose che sono state dette.


Settembre 1996 A:. D:.

IL DIALOGO


IL MEDITERRANEO

CULLA DELLA CIVILTA’


Solstizio d’Estate 2002 A:. D:.

PACE IN NOME DI DIO

Solstizio d’Inverno 2003

PACE PATRIMONIO COMUNE

DA DIFENDERE

Solstizio d’Inverno 2004

QUESTIO GERUSULAMEM
CAPUT MUNDI


Solstizio d’Inverno 2011 A:. D:.

IL FUTURO CHE CI DIAMO
NASCE DAL PRESENTE

Solstizio d’Inverno 2013 A:. D:.

ROMPERE GLI EQUILIBRI

Solstizio d’Inverno 2015 A:. D:.

DALLE TENEBRE

DEL BARATRO

Solstizio d’Estate 2016

COSTRUIRE OGGI

PER PREPARARE IL DOMANI







Le cose che dovranno essere dette. E fatte.


Un’utopia ed è anche una necessità: Gerusalemme non capitale di Israele, ma capitale del mondo. Non può esserci pace su questo pianeta se non con un incontro integrativo fra le religioni monoteiste. Ma oggi, e forse chissà per quanto tempo, non sussistono le condizioni per un vero e reale incontro fra le religioni. Forse qualche decennio addietro sussistevano le condizioni per realizzare l’utopica “fusione” delle religioni monoteiste, unica possibilità per una pacifica convivenza di collettività con un “credo” diverso, ma con un “credo” che possedeva e possiede un comune denominatore, l’esistenza di Dio.

Negli anni si è spezzato il filo del “dialogo” che religiosi e laici di buona volontà stavano portando avanti, ed hanno avuto il sopravvento gli estremismi e i fanatismi all’insegna (strumentale) dell’Islam che hanno portato il terrore ovunque, seminando vittime innocenti. L’Occidente ha reagito aprendo le porte ad una incontrollata immigrazione e in nome di una presunta “integrazione” sta rinunciando anche ai valori della Cristianità. Si toglie il Crocifisso dalle pareti, nei presepi vengono inseriti i barconi dei migranti, la ricorrenza del Natale viene sostituita con l’ipocrita dizione “la grande festa” e la parola “Natale” eliminata. Tutto ciò con la giustificazione di evitare “discriminazioni”. D’altra parte c’è da dire che questa è la “linea” che l’attuale Pontefice e diversi esponenti politici di molti Paesi stanno portando avanti da tempo.

Bisogna porre un freno ai fanatismi alimentati e pilotati da forze occulte, delle quali si intravedono i contorni di piani devastanti che si appalesano con i mezzi più disparati, spesso non fronteggiabili. Prevenire il male si può estirpandone la radice. In un periodo in cui domina il compromesso, nessuno ha la volontà di assumersi un ruolo di contrasto, nel timore di spezzare equilibri di cui si sconosce la natura e, di conseguenza, di provocare reazioni imprevedibili.

Chi ha sempre tenuto in conto la mission della ricerca della verità ha indossato le vesti di Pilato, mettendo in archivio gli intendimenti originari e, nel miglior dei casi, sperando che qualcun altro si assuma la responsabilità di trovare una via di uscita praticabile.

Le cose da dire? Molte, ma prima le cose da fare.


Le cose da dire? Molte, ma prima le cose da fare. Rimane da vedere, oggi come oggi, chi si farà avanti per proporre un Tavolo se non di Dialogo almeno di Discussione dove possano essere avanzate Proposte concrete per raggiungere una Soluzione accettabile per evitare che accada il peggio.

Ordo ab Chao
ANCIENT ACCEPTED SCOTTISH RITE
FOR THE MEDITERRANEAN
ROSAE CRUCIS ORDO
MEDITERRANEAN JURISDICTION
SOLSTIZIO D’INVERNO 2017 A:. D:.

ALLOCUZIONE DEL SOVRANO


TERRORE E VIOLENZA
FILO CONDUTTORE
DEL TERZO MILLENNIO

L’esordio del Terzo Millennio fu segnato l’11 settembre 2001 dall’orrenda strage delle Torri Gemelle a New York (ormai quasi caduta nell’oblio).
Altre stragi, tante, troppe, dopo quella fatidica data, hanno sconvolto tanti, troppi Paesi, dall’Europa agli USA, dalla Cecenia al Medio Oriente ed all’area del Mediterraneo: un0 sterminato elenco di vittime innocenti di una follia omicida, perpetrata nel nome di fanatismi patologici di religioni sedicenti portatrici di pace, ma in effetti abili mistificazioni di interessi di potentati economici, aventi come obiettivo ultimo il dominio sul mondo.
Il terrore provoca paura nelle popolazioni inermi e indifese, nell’indifferenza e nella volontà di chi calpesta i valori della vita, mentre la violenza agisce come catalizzatore aggregante per quanti intendono scardinare le fondamenta della civiltà occidentale. L’Umanità intera appare indifesa rispetto all’ignavia di chi dovrebbe proteggerla, mentre piuttosto le elités dominanti sono del tutto allineate a tutt’altri interessi, convergenti nel disegno della creazione di un potere mondiale, in grado di sottomettere tutto e tutti. Si tratta con tutta evidenza di una lotta spietata che vede in campo protagonismi opposti, le cui finalità affiorano analizzando gli strumenti usati: attentati, crisi economiche pilotate, predominio commerciale, incontrollati e pilotati flussi migratori che scardinano intere società, disoccupazione, guerre piccole e grandi che sconvolgono intere aree geografiche da un capo all’altro del pianeta. I mezzi di informazione imboniscono le masse descrivendo presunte lotte alle mafie criminali, ma ignorano le “vere” mafie, quelle del potere riconosciuto dei grandi oligopoli mondiali e quelle dei poteri più o meno occulti, che manipolano il destino di tutti gli esseri viventi, anche con tutti i mezzi che lo sviluppo tecnologico mette a disposizione di quanti possiedono gli strumenti per governarlo. Tutte cose ben note, i cui meccanismi perversi nessuno tenta di bloccare, perché lo strapotere di pochi si sovrappone alle necessità dei miliardi di esseri umani che popolano questa terra.
Arrogante è la mistificazione di quanti si pongono alla ribalta per dimostrare l’inesistente volontà di agire per riportare pace dove, attualmente, pace non c’è. E’ ciò che è accaduto con il recente, ripetitivo, rituale del summit “Med Dialogues”, riunione tenuta a Roma degli alti rappresentanti di 55 Paesi con la finalità di affrontare le sfide del Mediterraneo, gli stessi che già dallo scorso anno prevedevano di trasformare gli incontri in un laboratorio dei drammatici cambiamenti regionali in atto. In tale contesto lo stesso premier italiano Paolo Gentiloni è stato indotto ad affermare che Per l’Italia il rapporto con il Mediterraneo è irrinunciabile (…) perché su questo mare sono fiorite civiltà, le tre grandi religioni monoteiste, attività culturali e commerciali straordinarie. Di tutto questo patrimonio siamo eredi, ma anche in un certo senso custodi (…) . Tali affermazioni omettono di far menzione che negli ultimi anni proprio il governo italiano (unitamente ai responsabili del Vaticano) ha favorito il fenomeno dell’immigrazione incontrollata, con gli enormi sconvolgimenti economici e sociali subiti da questo Paese. Ovviamente non giova a nessuno dei governanti mantenere la memoria del grido d’allarme lanciato in tempi non sospetti da Papa Wojtyla, che vedeva la Chiesa del Terzo Millennio afflitta da una piaga mortale, che si chiama islamismo. Parole del tutto inascoltate, quelle del pontefice polacco: Invaderanno l’Europa. Ho visto le orde provenire dall’Occidente all’Oriente: dal Marocco alla Libia, dall’Egitto fino ai Paesi orientali(...). Parole profetiche che anche ai giorni nostri rimangono ineludibile punto di riferimento per una lettura idonea della contemporaneità, in quanto l’area del Mediterraneo rimane primariamente critica, in un contesto globale di instabilità contraddistinto da innumerevoli focolai di indiscriminata violenza. Nello stesso senso è caduta nel dimenticatoio la progettualità del Trattato di Barcellona del 1995, permeata dall’idea di un Mediterraneo pacificato e stabilizzato, “nuova” culla della civiltà. E, come se tutto ciò non bastasse, nuove nubi si addensano minacciose per la convivenza dei popoli, con il diffondersi di programmi nucleari in Iran e in Corea del Nord, nuove autentiche variabili impazzite atte a rendere la pace un semplice miraggio.
In questo quadro complesso del Terzo Millennio, che sembra trovare un denominatore comune nella violenza incontrastata e nella corsa all’accaparramento economico, quale ruolo possiamo immaginare per la Massoneria? Apparentemente la Massoneria è assente, come se avesse rinunciato da tempo alla sua missione nella quale hanno creduto tanti e tanti iniziati, che ora forse si accorgono di non avere punti di riferimento, incapaci ormai di esprimere l’antico fattore di unione, il sacro collante, della fratellanza, l’operatività per il bene dell’Umanità. La Massoneria (i suoi vertici) è assente o piuttosto complice dei disastri che sono sotto gli occhi di tutti? Non sta a noi rispondere all’interrogativo. Noi da anni denunciamo la mancanza di iniziative della Massoneria mondiale rispetto al fine istituzionale, ovvero operare per il bene ed il progresso dell’Umanità.
A nulla sono valsi i richiami agli antichi doveri, sembra essersi affievolita sempre più la fiamma di quella Luce che avrebbe dovuto diradare le tenebre, mentre va stemperandosi l’anelito al perfezionamento delle coscienze di chi ha sperato nel possibile cambiamento. Gli ideali e i principi appaiono marginali o comunque inadatti a modificare una realtà sempre più opprimente; sembrano avere la meglio personalismi e ridicoli opportunismi nella base, mentre al vertice sono intuibili intrecci innominabili. Sono palesi il disorientamento e la confusione dei Fratelli che non sono portatori di facoltà decisionali e quanti fra loro ancora operano ed auspicano che il Vascello non naufraghi non sono in condizioni di trovare momenti di contatto a livello internazionale, per determinare un’azione coerente atta ad unire i pezzi sparsi e riprendere il cammino così inopinatamente spezzato.
A cosa servono, allora, ulteriori appelli al ripristino dell’ordine? Forse non servono a nulla, ma il compito di chi sente il proprio dovere come parte inalienabile della propria essenza massonica, deve continuare. Almeno fino a quando ne avrà forza e volontà.

IL SOVRANO GRAN COMMENDATORE
SALVATORE SQUILLACI


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