Gran Loggia di Sicilia


Vai ai contenuti

Menu principale:


Solstizio d'Inverno 2013 - Quale percorso per una svolta?

Documenti

Ad Universi Terrarum Orbis Summi Architecti Gloriam


Ordo ab Chao

Ancient Accepted Scottish Rite
for the Mediterranean
Rosae Crucis Ordo
Mediterranean Jurisdiction

SOLSTIZIO D’INVERNO 2013

Il Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione del Mediterraneo – Rosae Crucis Ordo Mediterranean Jurisdiction, ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d’Inverno 2013 in un Convento allo Zenit del Mediterraneo. Hanno preso parte il Corpo Massonico Rituale, i Gran Maestri e i Maestri Venerabili della Mediterranean Grand Lodge, della International Mediterranean Grand Lodge, della Gran Loggia Nazionale degli Antichi Massoni d’Italia, della Female International Mediterranean Grand Lodge e della Gran Loggia di Sicilia.


Con il documento del Solstizio d’Estate 2013 abbiamo indicato la necessità di “Dare un senso al presente”, esaminando le problematiche pone all’Umanità unitamente alle responsabilità che la Massoneria Universale deve assumersi se si vuole costruire una prospettiva(per il futuro.
Ci siamo adoperati per dare risposte. Il mondo è cambiato con una velocità incredibile, pochi riescono a stare al passo con i tempi, e pochi mettono a frutto le loro esperienze per un Bene collettivo. Troppi interessi di parte e corporativi non permettono di ritrovare la luce della Verità. La fiamma della Speranza non può e non deve spegnersi: è questa la motivazione principale che spinge quanti appartengono all’ANCIENT ACCEPTED SCOTTISH RITE for the Mediterranean Jurisdiction, ROSAE CRUCIS ORDO a continuare nell’Impresa, a proseguire nella ricerca dei “pezzi” sparsi per unirli e poter lavorare insieme affinchè il “contributo” non resti vano e si disperda nel nulla.



















Document Winter Solstice 2013
of Supreme Council of the 33rd:. grade
of the Sovereign Grand Inspector Generals
of the ANCIENT ACCEPTED SCOTTISH RITE
for the Mediterranean Jurisdiction
ROSAE CRUCIS ORDO

Quale percorso per una svolta?
Rompere gli equilibri


Premessa

La condizione in cui il mondo attuale si trova non può considerarsi di certo positiva. Non occorrono analisti di fama per rendersi conto che il denominatore comune che caratterizza la vita di molti Paesi sia l’instabilità totale: la crisi economica, politica, morale ostacola e mette in ginocchio i pochi tentativi portati avanti per cambiare lo stato delle cose. Non ci sono né leadership, né “guide” credibili in grado di indicare un percorso che possa essere condiviso. Il panorama politico, economico e finanziario, sia a livello mondiale che locale, continua inesorabilmente nella sua discesa libera. Malgrado la palese parzialità delle notizie ovattate e manipolate che ci vengono regolarmente propinate attraverso i mass media, la realtà si rivela ben diversa da quella che ci viene mostrata. Se da una parte si parla di segnali di ripresa, di prossimità di svolta e di fine della crisi, dall'altra si tace sulle continue chiusure e trasferimenti all'estero di aziende, fino ad ieri ritenute trainanti per l'economia nazionale, o ancor peggio su quelle che sono sulla soglia del lastrico e costrette a chiudere battenti per disperazione, lasciando nello sconforto intere famiglie dall'oggi al domani. Esistono guerre di cui non si parla più, o alle cui vicende comunque ci si è quasi assuefatti, tanto che ormai non fanno più notizia. Sui cosidetti mezzi d’informazione le cronache inerenti episodi di criminalità sono sempre più trattate con superficialità per lasciare ampi spazi ai più futili eventi salottieri o enogastronomici. Per non parlare poi delle vere e proprie messe in scena con cui vengono architettati interminabili dibattiti politici a-finalistici, del tutto auto-referenziali, pittoreschi e pieni di sterili polemiche, non avendo altra funzione che quella di lasciare immutato l'ordine delle cose, o di peggiorarlo ancora di più, creando ulteriore confusione. Le grandi concentrazione di potere economico-finanziario hanno implementato in maniera esponenziale la propria consistenza divenendo sempre più in grado di determinare i destini dei singoli Stati, veri e propri centri di potere sovranazionali, dediti esclusivamente alla speculazione ed all'accaparramento delle risorse del pianeta.
Questo stato di cose ,a quale disegno globale è riconducibile? A chi giova ed a cosa ci porta tale situazione? Verso quale processo ci stiamo avviando?


Rompere gli equilibri del caos organizzato


E pur tuttavia non si può cedere al nichilismo e assecondare quanti sostengono che, ormai, non ci sia prospettiva e che, quindi, non si possa superare il difficile momento che il mondo attraversa.
Al pessimismo – superficiale o motivato – è necessario contrapporre una visione d’insieme che prenda atto della situazione in cui ci troviamo, all’interno della quale vanno ricercate le soluzioni possibili e praticabili per riportare i problemi nella loro giusta dimensione e affrontarli con gli strumenti adeguati.

L’effettuazione di un’analisi “eziologica”, della ricerca dei fattori deterministici, non è di certo opera facile, anzi la molteplicità e la difforme variegatura dei fenomeni causali implica notevoli complessità valutative, peraltro a competenza multidisciplinare.
La definizione degli eventuali procedimenti risolutivi, pur se già iniziata da tempo, richiederà ancora lunghi anni di strenua ricerca e di doveroso impegno.
Tutto ciò anche in subordine agli impetuosi moti che le forze “occulte” generano per orientare, solo secondo le loro esigenze, l’andamento del mondo.
Non è più tempo di cedere alle tentazioni di un “volontarismo pessimistico” che sarebbe causa di ulteriore e progressivo nocumento, di uno stile di vita “nichilista” ed “esistenzialista”, bensì di abbracciare totalmente la filosofia dell’azione per raggiungere il Bene comune potendo prendere ad esempio una felice intuizione di Kant che nella
“Fondazione della Metafisica dei costumi” asserisce che la volontà buona è quella che agisce in conformità della legge ed anche nel “rispetto del dovere per il dovere”. “La buona volontà è tale non in grazia dei suoi effetti o dei suoi successi, né della sua attitudine a conseguire questo o quello scopo proposto, ma soltanto per il volere, ossia per se stessa, e, considerata per sé sola, deve essere stimolata senza paragone superiore a tutto ciò che si può fare per mezzo di essa in favore di qualche inclinazione e anche, se si vuole in favore della somma di tutte le inclinazioni. Quando pure per una speciale avversità della sorte o per l'avarizia d'una natura matrigna venisse a mancare a questa volontà ogni mezzo per attuare i suoi disegni; quand'anche essa non ricavasse nulla dai suoi più intensi sforzi; quando anche non dovesse rimanere che la sola buona volontà, essa brillerebbe tuttavia per se stessa, come una pietra preziosa, perché trae da sé medesima tutto il suo valore”.
La constatazione della negatività dei tempi non può e non deve quindi rappresentare un
comodo rifugio dove trovare riparo dalla necessità e dall’obbligatorietà dell’azione.


Il ruolo del Vero Massone

In mezzo ad una visione di questo tipo, oltre a prenderne piena coscienza, il Vero Massone è chiamato ad interrogarsi sul proprio ruolo, sui propri doveri ed accendere così una piccola fiammella d'entusiasmo e di speranza che faccia da guida in questo mare oscuro in cui in questo momento è immersa l'intera umanità. “E’ meglio essere ottimisti e avere torto, che essere pessimisti e avere ragione”, ripeteva Albert Einstein ai suoi allievi. Agire positivamente e costruttivamente deve rappresentare il principio su cui basare il vivere quotidiano.
Non si può scivolare nel pessimismo e lasciarsi avvolgere dalla caligine della rassegnazione: se si cede, si rinuncia alla luce, alla libertà, alla verità, all’Umanità. Occorre lottare con crescente determinazione in difesa di ogni diritto, di tutti i diritti, dei diritti di tutti.
Occorre evitare lo sfascio totale: nessuno è stato e nessuno sarà mai capace di “ricostruire antichi splendori” dalle macerie. Nessuno darà all’Umanità quello che è stato tolto: solo l’Umanità stessa può sostituire a un “falso” ordine un ordine più giusto, a un “falso” benessere un bene superiore.
Chi governa nell’ombra senza ideali universali punterà sempre solamente all’autoconservazione di potere e benessere, per nulla preoccupandosi dell’uomo e dell’Umanità intera.
E’ necessario riscoprire l’essenza della vita e capire qual è il Dovere. Ci poniamo fortemente contro coloro che sostengono che oggi “non si può fare nulla”, che è più opportuno prepararsi per il “dopo”, per il “dopo sfascio generale”, quando si potranno raccogliere i pezzi rimasti più o meno indenni e pensare a “ricostruire” come se nulla fosse accaduto. Rigettiamo fortemente questo tipo di prospettiva programmatica che non tiene conto né della natura, né della quantità e “qualità” del danno cui si sta andando incontro, ma considera solamente il valore e l’entità di chi non pagherà costi e si candida, senza mandato di alcuno e automaticamente, a governare il “dopo”. Dalla padella nella brace.
Evitiamo il termine “complottismo”, parliamo più semplicemente di pseudo regole di mercato determinate e imposte da quanti hanno detenuto e mantengono un potere che nessun cittadino “normale” del mondo ha potuto e può controllare. La consapevolezza di questo assioma, però, non può giustificare il vittimismo, ma deve indurre, invece, a reagire, a risvegliare in ogni attivo e pensante individuo della società il “sentimento” della Giustizia, con la correlata spinta ad agire per riassestare ogni elemento posto arbitrariamente fuori dalla sua naturale collocazione.



I doveri della libertà


Nessun appello, né invito per risvegliare le coscienze, solo una “chiamata” al rispetto dei propri doveri: dei Doveri che ogni individuo, che ritienga se stesso veramente uomo “libero”, ha nei propri confronti e nei confronti della comunità alla quale appartiene.
Abbiamo assistito e assistiamo al progressivo disfacimento dei Diritti che ogni individuo possiede “naturalmente”: Diritti che vengono calpestati quotidianamente da chi detiene una qualsiasi forma di potere. Tutto ciò ha avuto ed ha una “logica” perversa: come affermava, infatti, Montesquieu “
Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti [...]. Perché non si possa abusare del potere occorre che [...] il potere arresti il potere". Se queste parole contengono un’incontrovertibile “verità”, c’è da chiedersi quale “potere” ha oggi il singolo individuo, quell’uomo che non sa più individuare i propri Doveri e quindi non può appellarsi ai propri Diritti?
Il nostro sistema “ammalato” è in equilibrio da troppo tempo. L’equilibrio del sistema è ciò che nel presente più di ogni cosa si deve temere: l’equilibrio soddisfa degli obbiettivi e ne riproduce la forza. Occorre intervenire per spezzare l’equilibrio che regola il sistema perché è di questo che si nutrono tutte le forme di potere che distruggono l’Uomo e la società nella quale vive. Di fronte all’attuale condizione dell’Uomo, definita dalle molteplici interdipendenze fra locale e globale, fra il microcosmo personale e il macrocosmo dell‘Umanità, è indispensabile acquisire una forte consapevolezza di questo presente, se si vuole tracciare un possibile percorso per il futuro.
Bisogna fare tesoro delle parole che Papa Bergoglio ha indirizzato ai giovani, ma che valgono per tutti: “Non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide (…). Non guardate la vita dal balcone: troverete il coraggio di andare anche contro-corrente. Nel mondo globalizzato, potrete contribuire a salvare peculiarità e caratteristiche proprie, cercando però di non abbassare il livello etico (…). Sarebbe uno sbaglio anche lasciarsi imprigionare dal pensiero debole e dal pensiero uniforme, come pure da una globalizzazione intesa come omologazione”. L’assistere passivamente agli avvenimenti che stanno caratterizzando questo periodo storico non solo non produce nulla, ma è proporzionalmente nocivo”. Per non rimanere inerti, per non rimanere “passivi”, bisogna essere pronti e preparati ad affrontare tutto ciò che si presenta come “negativo”. Per potere affrontare il cosiddetto “lato oscuro”, bisogna conoscerlo e conoscerlo bene. Per conoscerlo sono indispensabili le informazioni. Come procurarsi le informazioni è solo un dato tecnico, metodologico, soprattutto umano.


Il percorso delle funzioni

Se ci rendiamo conto di ciò che abbiamo davanti sapremo come mettere a frutto le nostre risorse. Nella pratica, incominciamo a vedere come può svilupparsi il nostro “percorso delle funzioni”, prospettando come appare a noi il mondo per “studiare” come noi possiamo prospettarci nelle “funzioni” che saremo in grado di assumere e svolgere.
Partiamo dal presupposto che sappiamo che sul tappeto ci sono questioni che stanno scuotendo il mondo, ma non sappiamo da cosa e da chi sono provocati gli squilibri che tutti notiamo. Queste questioni influiscono sia nel territorio in cui si vive, sia al di fuori.
A nostro avviso l’unica chiave per tentare di comprendere cosa sta accadendo nel mondo è quella di “recepire” gli avvenimenti per porli nella loro reale connotazione, unendo i vari pezzi sparsi, nel tentativo di individuare un quadro d’insieme. In poche parole, è necessario tentare di ricomporre il puzzle che i “veri” artefici dell’attuale caos conoscono nella sua entità, mentre gli ignari, nella migliore delle ipotesi, intravedono solo relativamente a qualche frammento frutto degli errori che “umanamente” commettono, perché qualche volta il manovratore si è avvalso di operatori poco avveduti, e perché qualche volta ci si imbatte, per mera casualità, in elementi certi.
Per il cosiddetto uomo qualunque tentare di ricostruire il puzzle equivale a imbarcarsi in una impresa impossibile: infatti mancano gli strumenti indispensabili all’ottenimento delle informazioni utili. Se le informazioni fossero a portata di tutti, nessun Paese avrebbe bisogno dei suoi Servizi segreti, nessun ente pubblico o impresa privata avrebbe bisogno di cautelarsi con servizi specializzati affinché le loro attività rimangano nell’ambito della riservatezza.
Fin troppe cose vengono mantenute celate per il semplice fatto che non sono trasparenti o “pulite” in quanto, nella maggior parte dei casi, sono a danno dei più, cioè di quella collettività che, secondo chi gestisce il potere, deve essere dominata.
Il “vero” potere non sta mai nelle mani di un singolo, ma di varie cerchie ristrette che si incontrano o si scontrano su interessi particolari sovranazionali o nazionali. Il sistema delle alleanze di potere presuppone costantemente una “controparte” che si oppone. Quando le lotte all’interno di questi centri di potere si fanno feroci, si hanno ricadute catastrofiche nel mondo normale.
I poteri non sono occulti, sono conosciuti: è il loro operare che è occulto. Neanche le finalità sono occulte, tutti sono in grado di comprenderle, anche il cosiddetto uomo qualunque che ne paga le conseguenze.
Comprendere cosa accade in un Paese, in un territorio circoscritto, non è facile: tra la disinformazione pilotata ben orchestrata e il veloce susseguirsi degli avvenimenti, spesso si è portati a dare una interpretazione errata di ciò che accade. Anche il tempo contribuisce ad offuscare i fatti, a renderli incomprensibili: il frapporsi dei giorni, dei mesi, degli anni su un accadimento finisce con il determinare la perdita della memoria, e quando si tenta di ricostruire un avvenimento non si trovano più le informazioni primarie che lo possono spiegare nel suo reale contenuto e contesto. Tutto ciò contribuisce a creare la “forza” del potere e di chi lo gestisce.


La forza del Valore

In tutti questi anni abbiamo osservato il mondo, analizzato i meccanismi che lo reggono, ispirato idee, determinato eventi.
Ci siamo assunti e ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni. poiché consapevoli che queste, direttamente o indirettamente, hanno riflessi nella vita di quanti condividono il nostro operare. Tutto ciò in un contesto in continuo movimento: Verticalmente ed Orizzontalmente, sapendo che il ciclo naturale della vita dei popoli viene determinato dalle Regole e dagli Assiomi che essi stessi si costruiscono, individualmente e collettivamente, in piena libertà. Ogni Massone ha il dovere di dare il proprio contributo per un risveglio, mettendo in moto la propria Volontà, la propria Determinazione.
In più occasioni dopo aver anticipatamente esposto cause, effetti e nessi causali, di accadimenti puntualmente verificatisi, abbiamo avviato un dialogo con quanti credono nell’universalità e nel valore dei principi della Massoneria Universale per richiamare alla propria responsabilità tutti coloro che agiscono in netto contrasto con la Libertà, l’Uguaglianza, la Fratellanza.
Nel far ciò, spinti dalla consapevolezza della complessità del momento storico che attraversiamo, in occasione del Solstizio d’Inverno, riteniamo importante proseguire nel percorso tracciato, ricordando che viviamo in un mondo infinitamente vasto e vario, per certi versi senza confini, dove gli eventi si susseguono incessantemente tra cause ed effetti.
Se noi non vogliamo rimanere passivi, così come da decenni è la Massoneria mondiale, quando non è addirittura “complice” dei misfatti che si perpetrano ai danni di quell’Umanità il cui bene si proclama ma non si cerca, se noi non vogliamo rimanere inerti, continueremo a dare, così come abbiamo sempre fatto, un contributo per il cambiamento, sicuri di non essere soli su questa strada. Come? Utilizzando gli strumenti che abbiamo, adoperando la metodologia massonica in tutti i suoi aspetti operativi.

D’altronde non potrebbe essere altrimenti se realmente si ambisce a continuare e realizzare un progetto di fratellanza universale
tendente ad uno stato sociale di benessere generalizzato, fondato sull’uguaglianza delle diversità, nel rispetto delle specificità, alla quale la vera Massoneria Universale ha positivamente contribuito nei secoli.


Share |

Torna ai contenuti | Torna al menu