Gran Loggia di Sicilia


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Solstizio d'inverno 2011 - Il futuro che ci diamo nasce dal presente

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SOLSTIZIO D’INVERNO 2011

Il Rito Scozzese Antico e Accettato Rosae Crucis Ordo, per la Giurisdizione del Mediterraneo, ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d’Inverno alla presenza del Corpo rituale, dei Gran Maestri della Gran Loggia di Sicilia, della Gran Loggia del Mediterraneo, della Gran Loggia Nazionale degli Antichi Massoni d’Italia, della International Mediterranean Grand Lodge, della Female International Grand Lodge e dei Maestri Venerabili delle cinque Gran Logge.
Questa la sintesi degli interventi:


RITO SCOZZESE ANTICO E ACCETTATO GIURISDIZIONE DEL MEDITERRANEO
ROSAE CRUCIS ORDO
GIURISDIZIONE DEL MEDITERRANEO


IL FUTURO CHE CI DIAMO
NASCE DAL PRESENTE



Allocuzione del Sovrano Gran Commendatore


Per guardare al futuro e comprendere bene il percorso iniziato, è necessario guardare al passato e al presente. “Quando c’è il degrado dilagante e i cittadini onesti non fanno nulla, il male si diffonde. Ogni cittadino ha il dovere di sapere cosa minaccia la sua casa, i suoi figli. Una società indifferente e riluttante a imparare dal passato, non ha futuro. Non dobbiamo mai dimenticare la nostra storia, e non dobbiamo mai abbassare la guardia”. (*J. E. H.)

La conclusione del primo decennio del terzo millennio ci ha consegnato uno scenario di complicata lettura, per l’intreccio inestricabile di fattori di rapido cambiamento con persistenti elementi che sembrano riproporre archetipi culturali e sociali appartenenti a contesti di lontanissima memoria storica. La crisi delle egemonie già dominanti affermatesi nel secolo scorso, visibile sia rispetto agli aspetti economici che geopolitici, sta ora determinando un assetto mondiale fondato sull’emergere di nuovi protagonisti che fa presagire prospettive di mutamento degli equilibri di potere col contraccolpo di rischi di conflitti non circoscritti a specifiche aree, e di pericolose instabilità nei rapporti tra gli Stati e nei sistemi economici.
Il dato incontrovertibile della mondializzazione dell’economia ha connotato di nuove valenze la profezia del “villaggio globale” generato dall’affermarsi delle nuove tecnologie di comunicazione. La Terra oggi appare come un pianeta divenuto troppo angusto per consentire la soluzione delle problematiche connesse all’esponenziale aumento della popolazione ed alla parallela insufficienza delle risorse, al deterioramento dell’ambiente, all’assenza di centri decisionali atti alla prevenzione ed al superamento dei conflitti. In tale quadro si colloca la crisi di quell’Occidente che in tutti i campi ha segnato da sempre la via del progresso economico e culturale dell’umanità intera: la Grecia, luogo che ha generato le basi stesse di ciò che intendiamo come “Civiltà Occidentale”, dovrà forse svendere i suoi simboli culturali per impossibilità di continuare a finanziare il proprio debito pubblico; gli USA, fino a pochissimi anni addietro difensori della democrazia anche con l’assunzione di estenuanti e costosi conflitti armati, vede la maggior parte dei titoli del proprio debito pubblico detenuti dall’ultimo Paese che si autodefinisca “comunista”, la Repubblica Popolare Cinese. A contraltare di tutto questo, si registra con riferimento ad un miliardo di esseri umani l’affermazione di società teocratiche in cui gli spazi di crescita culturale e politica della popolazione sono confinati nei ristretti margini della legge coranica, che trova la validazione della propria esistenza nella guerra santa verso l’ “infedele”, verso l’Occidente, concretizzata negli attentati perpetrati dall’11 settembre in poi.
In questo quadro l’area del Mediterraneo concentra al proprio interno tutte le contraddizioni del momento, col rischio di divenire in un futuro prossimo il detonatore di eventi funesti e certamente non circoscritti, data la presenza dello Stato di Israele all’interno di un contesto islamico fondamentalista e radicale. Risibile il ruolo di stabilizzazione perseguibile dall’Europa, vista la intrinseca debolezza dei decisori politici. Scarsamente individuabili all’interno del frastagliato e assolutamente instabile quadro delle élite in via di affermazione negli Stati del Nord Africa, elementi che possano contribuire a ricreare rapporti nuovi e diversi con l’Occidente, diradando le minacciose ombre di affermazione piuttosto di posizioni di “guerra santa”.
Questo il presente, quale il futuro?
Inadeguate e fuori tempo appaiono le posizioni di chi sostiene la necessità di costruire ponti fra le due sponde del Mediterraneo attraverso il ricorso al dialogo interreligioso: ciò che è causa di conflitto difficilmente potrà offrire soluzioni basate sulla semplice buona volontà. Occorrerebbe far riferimento a strumenti diversi, fuori da qualsivoglia schematismo ideologico al cui interno le diversità non possono essere esorcizzate, ma solo ipocritamente sottaciute; né appaiono adeguati ad immaginare qualche intervento gli organismi internazionali tradizionali, quali l’ONU, in cui la logica degli interessi contrapposti, dei veti, delle velleità egemoniche finisce col produrre l’immobilismo o la mera prevaricazione.
A livello planetario esiste un’unica Istituzione per definizione universalistica, capace di trascendere i particolarismi delle convinzioni religiose e politiche, ovvero la MASSONERIA: una libera associazione di iniziati che da sempre dedica i propri lavori in Tempio al perfezionamento dell’Uomo per il bene ed il progresso dell’Umanità intera.
La Gran Loggia di Sicilia assieme alle quattro Gran Logge che sono alla base del Rito Scozzese Antico e Accettato per il Mediterraneo
, Rosae Crucis Ordo, giurisdizione del Mediterraneo, ha indicato una nuova strada da percorrere per “riportare nel loro alveo naturale le acque dei fiumi che sfociano nel più antico mare: la creazione del Grande Oriente del Mediterraneo, un’occasione per riprendere un cammino comune, se si crede ancora nell’alto valore della Fratellanza Universale.
Lo Spirito del singolo Uomo-Massone deve incidere sulla crescita di tutti gli uomini, ecco perché riteniamo di enorme importanza l'unione delle principali scuole di pensiero dello Spirito.
Siamo convinti che si può superare il limite delle cose materiali avendo chiara nella coscienza la brevità della vita e la certezza della morte.
È per questo che il Rito Scozzese Antico e Accettato per il Mediterraneo,
Rosae Crucis Ordo giurisdizione del Mediterraneo, fa suo il progetto della costituzione del Grande Oriente del Mediterraeneo da parte delle Gran Logge che ne costituiscono la base: intende adoperarsi con rinnovato spirito, richiesto dalla novità e complessità dei problemi odierni, per creare nelle popolazioni la solidale apertura verso gli altri, verso i diversi, affermando i valori del dialogo e della tolleranza reciproca.
È a partire da questa convinzione che, pur consapevoli delle difficoltà e della rilevanza dell’impresa, lanciamo un appello agli UOMINI LIBERI perché concorrano tutti a formare il GRANDE ORIENTE DEL MEDITERRANEO, sede di elaborazione e di proposte fuori dalla banale contingenza degli interessi particolaristici in campo, per definizione unica sede possibile per la costruzione dell’UOMO NUOVO che, a prescindere dal colore della pelle e dalle convinzioni politiche o religiose, indichi all’Umanità nel suo complesso il difficile percorso da seguire.
Il futuro che ci stiamo dando è questo e nasce dalle necessità del presente.
Il GRANDE ORIENTE DEL MEDITERRANEO, anche se da molti potrà essere considerato un
tentativo velleitario di riunire con forza ciò che si è perduto, è l’unica strada che oggi, per il domani, può apparire percorribile.
È per questo che il GRANDE ORIENTE DEL MEDITERRANEO intende adoperarsi con rinnovato spirito, richiesto dalla novità e complessità dei problemi odierni, per creare nelle popolazioni la solidale apertura verso gli altri, verso i diversi, affermando i valori del dialogo e della tolleranza reciproca.
Ognuno deve esprimere se stesso senza nessun tipo di violenza, senza voler imporre verità.
Questo è il percorso operativo che l’Ancient Accepted Scottish Rite for the Mediterranean, Ordo ab Chao,
Rosae Crucis Ordo-Mediterranean Jurisdiction ha indicato e indica ai Fratelli di ogni Ordine e grado, nella specificità dei loro ruoli, questo è il futuro che ci diamo, che scaturisce da questo presente travagliato, che sentiamo come preciso nostro Dovere adempiere.



Intervento del Gran Ministro di Stato


Nel caos che avvolge il mondo occidentale e il mondo orientale si distinguono chiari cambiamenti epocali la cui origine non è nota a noi, così come alla maggior parte degli esseri umani. Noi però pensiamo che a provocare tali cambiamenti non siano le collettività coinvolte, che i cambiamenti subiscono anche quando si credono protagoniste di eventi determinanti. Il compito che noi Massoni iniziati ci siamo dati ci impone di trovare soluzioni affinché l'Umanità ritrovi un suo equilibrio, quale che sia, ma all’interno del pentalfa delle radici profonde della natura umana. Equilibrio che da tempo si è perduto.
Da anni abbiamo cercato, nonostante le delusioni che abbiamo incontrato nei nostro cammino, di fare riemergere lo spirito della Fratellanza, purtroppo dimenticato dalla maggior parte dei Massoni. Nelle alchimie più disparate troviamo affari, politica, interessi e non la solidarietà che dovrebbe unire gli Uomini. E quindi è con lo spirito entusiastico del neofita che procediamo nel nostro progetto di unire ciò che si è disperso. Anche se con fatica, siamo riusciti a creare degli strumenti che i cosiddetti Uomini di buona volontà possono adoperare.
Noi non cerchiamo contrapposizioni. Ma il
Rito Scozzese Antico e Accettato - Giurisdizione del Mediterraneo, Rosae Crucis Ordo, Mediterranean Jurisdiction, dice ai Fratelli che non si possono accettare le Caste, in quanto esse non operano per il Bene dell'Umanità, ma solo a fini opportunistici.
Sappiamo tutti che i principî della Massoneria sono Universali, ma oggi l'Universalità non esiste a causa delle contrapposizioni che di fatto si registrano.
Abbiamo creato il Grand Orient of the Mediterranean quale strumento che possa unire, lo abbiamo creato come Casa comune di tutti i Massoni del Mediterraneo, non per contrapporci alle Gran Logge Madri, ma per fare il lavoro che le Gran Logge Madri non hanno svolto finora, negando in tal modo l'Universalità della Massoneria. Chi vuole abitare questa Casa che affratella è benvenuto, questa è Casa sua; chi si pone come "suddito" e non come Uomo Libero ha un percorso diverso dal nostro. Ciò potrà addolorarci, ma se all'Uomo dal Grande Architetto dell'Universo è stato dato in dono la "libera scelta" , il "libero arbitrio", una ragione sicuramente c'è, e noi rispettiamo i voleri del Grande Architetto dell'universo.
Si parla e si continua a parlare pensando al futuro, ma quale futuro può esserci se non si risolvono i problemi del presente?


Intervento del Gran Luogotenente


La realtà mondiale che giornalmente ci viene dipinta da tutti i mezzi d’informazione è una campana che molto sonoramente lancia segnali di allarme che volutamente vengono ignorati ma che da diversi anni sono noti a questo Zenit.
In tempi non sospetti e per mezzo di documenti lanciati nel web, abbiamo preconizzato il verificarsi di episodi che erano figli di periodi storici lontani nel tempo, ma che erano pronti a materializzarsi creando situazioni d’instabilità sociale ed economica.fatti ora ci danno ragione, confermando che le nostre analisi erano fondate sulla lettura di episodi e contingenze a cui questo Rito aveva dato la giusta interpretazione.
Con l'avvento della globalizzazione le distanze sono state annullate e tutti i popoli si sono avvicinati; ciò ha determinato allo stesso tempo una crescita delle esigenza ed una diminuzione delle risorse sia sociali che economiche. Anche i Paesi ricchi come quelli europei si sono ritrovati in situazioni di emergenza; la Grecia, che fu culla di civiltà sia sociale che economica, oggi ne è l'esempio più lampante.
Questa crisi ha spianato la strada a nuovi protagonisti quali la Cina, l'India e l’Iran, ed ha consentito ai governanti di quei Paesi, che fanno della teocrazia la loro arma vincente, di prendere e mantenere il potere. Costoro, non essendo economicamente in grado di sollevare le sorti dei popoli che governano, manipolano la fede religiosa imponendo particolari comportamenti che nascono dall'ignoranza e non dalla vera interpretazione della religione.
Alla luce di quanto detto, il Mediterraneo è stato trasformato in una polveriera pronta ad esplodere al suono delle trombe del fondamentalismo.
Un tempo l'Europa era un elemento stabilizzatore, oggi purtroppo la pletora di problemi che la affliggono non le consentono, di creare dei rapporti fra il suo mondo statico e vecchio con quello esplosivo ed in evoluzione di tutti quei Paesi che vivono sulle rive del Mediterraneo.
Crediamo che in questo momento storico solo l'istituzione Massonica può diventare la guida ed un mezzo di riscatto per tutti quegli Uomini che vogliono essere liberi, che credono nel bene e nel progresso dell'umanità.
E' da tempo che noi parliamo di Umanesimo come di un movimento spirituale che risvegli le coscienze e contribuisca alla costruzione di un Uomo Nuovo che possa diventare un faro per tutti i popoli, indipendentemente dal loro credo politico e religioso.
A Malta nel mese di giugno 2011, nel corso dei lavori del
Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato - Giurisdizione del Mediterraneo, tutti i fratelli hanno capito che la soluzione dei problemi che affliggono il mondo non è più differibile.
In questo quadro tutti i progetti che hanno comuni obiettivi, anche se partono da esperienze ed operatività diverse, e che hanno l'intento di convogliare gli sforzi di tutti gli uomini liberi e di buoni costumi nel tentativo di riprendere un cammino comune lungo le rive di un Mare, che fu "Nostrum", ma che dovrà diventare di "tutti", dovranno avere come unico obiettivo la ricostruzione della Fratellanza Universale.


Intervento del Gran Cancelliere


Con il trascorrere dei secoli il Mar Mediterraneo si è trasformato da luogo d’incontro delle culture che hanno dato origine alle grandi Civiltà del mondo, a luogo di scontro delle stesse Civiltà che hanno smarrito lungo la strada il sacro sentimento della Tolleranza e l’indispensabile strumento del dialogo.
Le grandi religioni monoteiste, nate dalla Spiritualità che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi della Terra, sono state utilizzate per dividere anziché avvicinare l’Uomo al Supremo.
La Massoneria, che in tempi passati si è mantenuta rigorosamente al di fuori di qualunque confessione religiosa (pur non ammettendo atei tra le sue fila), ha sempre mantenuto viva la Spiritualità dei suoi riti per innalzare templi alle Virtù dell’Uomo e scavare profondi fossati ai suoi Vizi.
Oggi il Mediterraneo deve tornare ad assume il ruolo di “luogo d’incontro” e di dialogo. Ma tale compito non potranno portarlo a termine solo le diplomazie dei Paesi che si affacciano sul nostro antico mare. Le loro azioni, infatti, troppe volte si sono infrante contro le alte mura delle chiese, delle moschee e delle sinagoghe.
È un mondo di culture diverse che devono trovare un terreno comune, una volontà comune che si esprima attraverso una voce che parli la lingua comune della saggezza.
E allora, ancora una volta, toccherà al Massone tracciare la linea tra il bianco e il nero, per ridare ai popoli mediterranei la forza del pensiero primordiale che fu esempio per tutti gli uomini.
Le Religioni non devono essere quindi ciò che separa, ma stimolo efficace per il risveglio delle coscienze
Il raggiungimento della pacifica convivenza sociale, economica e religiosa deve essere l’obiettivo comune che deve animare tutti gli Uomini di buona volontà che vogliono costruire un mondo più giusto e solidale. Uomini che lavorino ad un unico intento: determinare i presupposti per un nuovo modo di organizzare la società civile, individuare modalità di equa distribuzione del reddito prodotto dal proprio Paese a tutela dei più deboli e costruire una società che si dia delle regole per la propria crescita nel benessere e nella giustizia generale.
Nelle nostre officine non ci stancheremo mai di ricordare che l'Istituzione in sé non è garanzia di sviluppo, benessere e rispetto dell'uomo; solo il compiuto senso della Fratellanza consente di abbandonare la prospettiva che ci fa vedere nell'altro sempre e soltanto “l'altro”.


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