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Solstizio d'inverno 2006 - Una delle Europa

Documenti

SOLSTIZIO D’INVERNO 2006


DOCUMENTO DEL R:.S:.A:.A:. Giurisdizione Italiana

UNA DELLE EUROPA

Chi si attende da questa Allocuzione la prosecuzione visibile della “Rerum Novarum Orbis” non conosce la differenza tra iniziazione a schema platonico e iniziazione a schema pitagorico.
La Massoneria diR:.S:.A:.A:., di cui noi siamo una luce, con questa Orazione di Ponte farà selezione, definendo ed approfittando di un ulteriore stadio, di quel percorso quinquennale, che metterà le basi per la modifica di tutto ciò che è visibile.
La crisi profonda che investe le varie “Comunioni Massoniche Azzurre” d’Italia è talmente vasta da impedire ogni forma di elevazione o semplice restaurazione di Colonne, almeno sino al termine del prossimo conflitto internazionale a largo teatro. L’Italia non ha alcuna possibilità di sfilarsi da questo brutto braccio di ferro ed avendo commesso il grandissimo errore di non essersi inscritta a nessuna delle coalizioni in competizione, oggi è divenuta territorio di quel teatro sopra descritto, sperando che il perpetuarsi della sua insipienza, addirittura, non la faccia scivolare all’interno dello stesso palcoscenico.
Queste Nostre dure e chiare affermazioni sono dettate dalla consapevolezza della presenza, nel nostro Paese, di forze centrifughe straniere tendenti, anche se non coincidenti, alla divisione giuridica dell’Italia, secondo criteri e parametri pre-1860. Abbiamo preso coscienza di ciò già dal secondo semestre dell’Anno Domini 2006 ed è per questo che la presente Allocuzione ha tardato nella sua annunciata uscita.
Siamo di fronte ad una vera e propria controunificazione della nostra Penisola.
Questa Nostra Allocuzione non può certo fermarsi alla fotografia del visibile: l’affetto che ci lega alla Massoneria Italiana è molto alto e ci impedisce ogni forma di posizione attendista, soprattutto adesso. Continuare a disegnare il futuro per noi è imperativo, altrimenti cadremmo nell’errore di vivere solo per il presente e consegnare le Nostre vite non alla Storia, ma agli scarti organici urbani.
Alcuni occidentali, proprio quelli che hanno deciso realmente del conflitto iracheno al fresco vento dei Pirenei, ritengono di essere ad un passo dalla conquista del potere mondiale assoluto, tramite l’avvento di una “dittatura sofisticata” basata sulla comunicazione televisiva digitale e satellitare a sistema interattivo. Essi stanno falsamente rinnegando, durante il cambio reale della guardia, la legittimità dell’ufficiale da sostituire per potersi dimostrare innovativi, ma presto, quando l’operazione sarà felicemente conclusa, li vedremo sorridenti riprendere il loro posto di abietti conservatori del vecchio potere settecentesco. Cercheranno con ogni mezzo di concludere l’ultimo capitolo della commonwealthizzazione dell’intero pianeta.
Ma questa loro dittatura, per potersi mantenere in piedi nell’economia, sarà obbligata a trasformare i valori dell’uomo in gusti dell’uomo, tentando di portare ben due generazioni alla distruzione spirituale. Un disfacimento che, però, provocherà anche la caduta del loro stesso impero, proprio come accadde agli antichi romani. Ma, d’altra parte, poco più ci possiamo aspettare da chi non ne ha mai voluto studiare la storia.
I “provetti dittatori” - tra l’altro alcuni si definiscono pure Massoni - non si renderanno conto quando il loro potere gli scivolerà via dalle mani, non certo per mancata o trasferita proprietà, ma in virtù del suo mero e semplice sgonfiamento. Quindi il loro tanto decantato sistema di dominio post imperiale, composto dall’insieme dei “siti strategici di via”, si rivelerà semplicemente una ulteriore catastrofe. Certo non meglio andrà all’attuale potere imperiale che, nel solo giro di due anni, ha scambiato un “partner strategico”, considerato importante per decenni, in un suo “concorrente strategico”.
Come, però avevamo annunciato due anni fa, la posizione vincente sarà di coloro che fuori dal sistema occidentale stanno adottando, con ampio successo, il “Gioco del Go”, una strategia combinata astratta per attori collegati occultamente, dove “B” crea volontariamente “C” in modo da conflittualizzarlo come soggetto di scontro con “A”, suo vero e mirato avversario.
A questo punto dovremo dire, ma l’Iraq, o signori dei Pirenei, ancora non vi ha insegnato nulla?

Considerato tutto ciò, non casualmente abbiamo una sola via d’uscita per poter continuare a pensare al futuro in modo positivo:UNAEUROPA.
L’Europa, secondo il pensiero comune imperante, è l’insieme di un certo numero di Nazioni, ma se veramente fosse così allora sarebbe già fatta, per lo meno in gran parte, comprese le sue Costituzioni. Purtroppo dobbiamo riscontrare che così non è.
Illustrissimi Sovrani Grandi Ispettori: l’Europa è un’altra cosa, incompresa ai suoi pseudo-governanti, solo Noi siamo convinti di avere la soluzione per poter partecipare al suo vero ritorno in auge, ad un patto però: solo se sarà costruita come sè stessa e non come i suoi specchi.
Un Europeo è colui che desidera vivere una vita personale, da soggetto, da io, da noi, se vivente in comunità. L’Europeo può vivere solo entro una socialità ben definita con forme diverse e/o articolate, ma sempre definite.
Per l’Europeo la vita è quella dove si è capaci di uno scopo, rivolto sempre e comunque alla produzione di una propria formazione spirituale, quindi per l’Europeo non esiste solo una vita fisiologica. Una vita così, oltre la fisiologicità, crea una cultura nell’unità di sè stesso e degli altri, o degli altri intesi solo come dei sè stessi, arrivando sempre e comunque a possedere nella sua interiorità una chiara storicità. Per l’Europeo è questa storicità del sè stesso che lo fa incontrare con la sua anima, facendogli costruire una vita a pieno contatto con la scienza dello Spirito.
Oggi, purtroppo, l’Europa è fondata solo sulle scienze della Natura e non anche su quelle dello Spirito. Avendo solo queste scienze gli Europei stanno degenerando, essi tramite la fisica, la matematica, la medicina, la chimica, le terapie naturalistiche, esercitano da molti decenni solo le funzioni della loro sfera materiale e quando soccorrono, anche nella socialità,creano e curano solo la materia. Ma l’Europeo, come abbiamo precedentemente scritto, è prima di tutto vita interiore ed è proprio qui che nasce il suo senso dell’appartenenza. Non a caso, nel resto del Pianeta, l’Europa viene ancora chiamata “il primo mondo”, quando da tempo ormai non è più la prima economia della Terra.
Ma torniamo alle scienze Naturali, alle matematiche esatte: queste abbracciano le infinità, insegnano a spiegare tutte le concezioni in base all’essere l’ultima, insegnano delle apparizioni dei fatti come dei dati anticipanti le possibilità e le probabilità future della materia, insomma adoperano sempre e comunque un metodo empirico. Invece l’Europa Spirituale, rientrando nelle necessità di poter accedere alle scienze dello Spirito, va inserita in una storia dello Spirito fatta di metodi diversi.
Dobbiamo essere consapevoli che sono stati i legami operativi di ogni forma di unità sociale che hanno dato luogo all’Europa. Se non fosse stato così le due guerre mondiali non avrebbero prodotto l’esperimento giuridico dell’Unione Europea, ma avrebbero perpetuato solo gli Stati Nazionali per la ovvia impossibilità al superamento delle rovine.

Allora prendiamo atto che l’Europa non è una formula geografica, maè soprattutto un’entità antropologico-spirituale. L’Europa non è l’Europa, ma è gli Europei. Tutto ciò è nato perché i legami operativi delle unità sociali Europee si sono vissuti nella storia, nella libera costruzione della propria esistenza, in base alle idee della ragione ed a compiti definiti, intesi come i finiti superati e superabili. Questi hanno la loro origine obbligata nelle connessioni spirituali che fluiscono l’uno nell’altro, come nell’uno e nel diverso. Sono le affinità delle connessioni vissute in comunione che hanno costruito la coscienza Europea della nostra appartenenza.
E’ per questo che noi sentiamo nella nostra Umanità europea, intesa come unità delle unità sociali, il senso di uno sviluppo verso una forma di vita e di Essere, la quale costituisce “l’Eterno Polo Ideale” dell’Europa.
Ecco perché le Nazioni Europee pur antagoniste, e talvolta durante la storia, anche recentissima, molto nemiche, non sono una zoologia di popoli, bensì ne sono l’unità spirituale. E’ per questo che si può ancora costruire il Grande Continente dopo le atroci due superguerre.
Finalmente non è solo la paura, o l’empatia, ad unire, ma anche lo Spirito.
L’Umanità Europea, in quanto prima al mondo, più delle altre si basa, nella sua formazione, sulla psiche e non sul territorio, è proprio per questo che l’Umanità non può mai essere statica, ma sempre dinamica. L’Umanità non potrà mai ripetersi, e non essendo ripetibile può solo tendere ad essere infinita e cioè rivolta continuamente verso l’Infinito. Quindi l’Umanità tende a Dio, o per essere ancora più precisi, secondo il Cubo Eterno del Sovrano Grande Ispettore Generale, è l’inizio di Dio e del Santo Impero.
L’Umanità è trasformazione e mutazione perpetua, con all’interno l’uomo conscio che sa di Essere per il futuro e non per il presente. Solo il futuro giunge alla vita eterna sempre presente, quindi per Essere il futuro o si è “nuova generazione” o si è morte. Ecco perché il luogo di nascita dell’Europa non può essere geografico, ma solo Spirituale, per cui non un luogo, ma un punto, per cui il vero punto ed il vero tempo della nascita Europea sta nelle primordiali unità sociali, con gli specifici atteggiamenti dei singoli, le quali possono essere identificate in null’altro che in quelle della filosofia greca, mentre a riguardo del loro sviluppo stessa situazione si è creata con la filosofia cristiana.
Solo consapevoli di ciò possiamo immaginare un percorso concreto di costruzione di: UNAEUROPA.
Se le filosofie Elleniche e Cristiane hanno originato la prima Europa dobbiamo, nel contempo, essere consapevoli che oggi esiste potenzialmente un’Europa UE, un’Europa Usa, un’Europa Latino-Americana; il primo potere nuovo che comprenderà questo “concetto” si porrà come fondatore di un nuovo pianeta etico.
La prima vera filosofia, quella che risale ad Epicuro, non si occupava, come quella di oggi, solo si ontologia, scienza solo dell’essere e dell’esistenza, ma comprendeva tutto: dalla fisica all’astronomia, dalla cosmologia alla poetica, dall’etica alla politica, dalla logica alla epistemologia, alla matematica. Ricordiamoci che Epicuro nella sua filosofia del comprendere il tutto rifiutava ogni termine che portasse alla pansofia ed è qui che noi confermeremo e non sveleremo. Quindi la vera filosofia è scienza universale, del cosmo, della totalità di tutto ciò che è: solo dietro a questo nasce il divenire e l’essere nel divenire. Stando così le situazioni è la filosofia del tutto che dà luogo alle ramificazioni delle scienze, come alla loro inclusione in essa.
Ed eccoci giunti nel punto cruciale della Nostra Allocuzione: “… E’, e sarà l’inclusione di tutte le scienze della e nella filosofia il vero atto di nascitaDELLEEUROPAe delle sue unicità…”. Chi è e sarà dentro questa concezione è, e sarà Europa, che si chiami Francia, Canada o Brasile.

A questo punto se vogliamo seriamente pensare al futuro, cioèUNADELLEEUROPA, dobbiamo costruire partendo, innanzi tutto, dalla formazione di un neopensiero ellenico e cristiano a interfaccia ebraico-sufista, per l’uomo del 21° secolo.
L’uomo nuovo è fatto a poco a poco e, indiscutibilmente dalla concezione delle idee, è l’origine delle stesse che fa il suo essere spirituale, il quale si trasforma progressivamente, come se fossimo di fronte ad un movimento cadenzato di un pendolo. Questo movimento pendolare avviene nella comunicazione, comprendendo ed interfacciando nel altrui, diffondendo e creando così un’Umanità nuova, che pur partendo dalla finitezza di Essere è splendidamente protesa verso l’infinito. E’ in questo modo che prenderà corpo l’Europeo Nuovo, vivendo una nuova forma di comunità spirituale, basata sulla comunione per l’Amore e per le idee, per la loro produzione e per il loro inserimento in una normativa ideale, la quale porta in sé quell’orizzonte di futuro infinito. L’orizzonte di una sequenza di generazioni che si muovono nello spirito delle idee. Costruire una delle Nuove Europe fatta di idee e di popoli e non di Nazioni iniziando dall’Euromed, ed anche qui confermeremo e non sveleremo.
Rifacendo il neopensiero ellenico, cristiano comporremmo gli Europei pronti per la civiltà “occiorientale”. Dovremo rifare il nostro pensiero secondo un neo Epicuro, iniziando dalla teoria delle idee tra i livelli di conoscenza: l’Essere, il Divenire, il NON Essere. Dovremo ricostruire la sua gerarchia delle idee: il Bene in sé, Valori Morali, i Concetti Matematici, le Cose della Natura.
Nell’individuazione amichevole dell’uomo nuovo fu Platone, all’epoca, a costruirela figura del demiurgo, che con le proprie idee avrebbe rifatto il mondo. Quindi il demiurgo diviene un creatore speciale, con la possibilità di poter creare al di sotto delle idee.
Dio invece è il Bene in sé e crea il Bene in sé. E’ con il Libro Sacro che Giovanni rivela il Logos, rendendo invisibile ciò che è visibile e viceversa. Infatti lo Spirito Nuovo nella scienza nasce dal rapporto diretto con la Trascendenza e Giovanni ne diviene araldo: “… Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato …”. “… Ecco l’uomo di cui dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me …”.
La Massoneria con questi principi potrà formare l’uomo nuovo, quindi l’Europeo Nuovo, iniziandolo alla Sapienza ed esperienza del Grande Architetto dell’Universo.
Dio in noi diviene sorgente di vita autentica.
Così è l’Amore che diventa retroscena ed origine del nostro Essere.
Il Nuovo Uomo Europeo si baserà sul principio della vita, sulla pienezza della vita e non sulla esclusiva vita fisica.
Dovremo eliminare l’interdipendenza interiore, i disturbi di relazione, la mancanza dell’orientamento.
L’Amore, oltre il cosiddetto vivere terreno ed i suoi bisogni, ci porta alla vita in Dio ed è intorno a questi concetti che prenderà corpo un neoumanesimo apposito per l’Europa.
L’Europeo ha nello Spirito il contratto diretto con sé stesso e comprendendosi trova il suo centro spirituale. Non potremo più accettare un progresso il cui ideale è il dominio conoscitivo sulla natura, realizzato con la cosiddetta supremazia della tecnica promossa all’infinito, tentando di perseguire una tranquillità ed una assicurazione contro il destino. Concepire il destino in un ruolo di frenatore trascendentale è estremamente pericoloso: andrebbe ad ostacolare il principio presso Dio, tutto è stato fatto per mezzo di Dio, e senza di Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste.
La vita era la luce degli uomini splendendo nelle tenebre. Tutto questo è la scienza dello Spirito che dimostra come sia fuori dal contesto classico della natura e perciò non possa essere fondata sulla sperimentazione dimostrativa, proprio per questo chi l’ha voluta spingere sull’esclusivo piano del metodo empirico delle scienza matematiche e della natura ne è uscito distrutto, con l’unica alternativa di entrare immediatamente nel metodo dell’Analisi Sapienziale. Ecco perché riteniamo errata l’equiparazione tra soggettività psichica e soggettività trascendentale. Ed è quest’ultima che ci porta alla conoscenza da infinire.
Per elevare nell’uomo nuovo la soggettività trascendentale non si può adottare un metodo empirico e deduttivo, come le scienze della natura, ma uno intuitivo, concepito non in senso di auto-rappresentazione iconica, ma in una nuova sfera dell’Essere Uomo. Questa è la consapevolezza di rientrare come elemento soggettivo nello Zoeorbis, dove tutto è esprimibile e tramutabile, al contrario del mondo obiettivo, dove nulla è esprimibile, in quanto trovato in natura con il metodo della ricerca empirica e deduttiva.
L’esprimibile ed il tramutabile dello Zoeorbis si svolge all’interno della soggettività trascendentale ed è nella comunione di questa specifica che è nata l’Europa vera, l’incontro con il Grande Architetto dell’Universo, e così nascerà, secondo noi,UNADELLEEUROPA.

Come la scienza naturale ha avuto il suo inizio concettuale in Galileo, così la scienza dello Spirito nell’antica Grecia. Alla distanza Il mondo circostante intuitivo aprirà spazi alla conoscenza da infinire.

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