Gran Loggia di Sicilia


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Solstizio d'inverno 2003 - Dialogo e libro sacro unici strumenti per la pace

Documenti

SOLSTIZIO D’INVERNO 2003

Documento del Supremo Consiglio
del R
:. S :. A :. A :. Giurisdizione Italiana

DIALOGO e LIBROSACRO
UNICI STRUMENTI
PER LA PACE

Sin dagli anni della fondazione delle nostre Gran Logge – Gran Loggia di Sicilia, Gran Loggia del Mediterraneo, Mediterranean International Grand Lodge – che costituiscono la Base del R:.S:.A:.A:. per la Giurisdizione Italiana, la nostra parola d’ordine è stata «dialogo» sempre aperto con quanti ricercano la Luce, con quanti cercano la Verità, con quanti lottano contro ogni tipo di tirannide e contro ogni sorta di abuso dell’Uomo sull’Uomo.
«Dialogo» quale strumento e metodo per portare chiarezza ovunque si determinano condizioni di conflittualità.
Tutto va in fretta, con una velocità che scavalca gli stessi avvenimenti determinati dall’uomo. I primi anni del Terzo Millennio hanno portato eventi nefasti e nefandezze; hanno risvegliato i rancori sopiti; hanno acuito le contrapposizioni. Si è sempre sull’orlo di un baratro. Il termine «pace» ha perso il suo significato originario, compromesso e inflazionato da quanti lo usano strumentalmente per il raggiungimento, a tutti i livelli, di posizioni di potere.
Riproporre il termine «dialogo» potrebbe provocare ulteriori sospetti, mancando quel senso di fiducia che deve essere la condizione necessaria per ristabilire un nuovo rapporto fra le Genti. E’ vero, la fiducia è stata costantemente tradita, non è più elemento che garantisce un reale ed efficace scambio di idee e di proposizioni, ma se non si ristabiliscono nuove situazioni che ricreino il sentimento della fiducia dobbiamo essere consapevoli che il futuro si presenterà ancora più insicuro di come possa essere oggi la realtà.
Lavoriamo nelle nostre Camere Rituali per migliorarci e per poter modellare attraversoverifiche ed Opere il nuovo Millennio.
Noi non siamo nati per stare chiusi in una stanza, ma per dare idee ad una Umanità rimasta a tutt’oggisenza reali e concreti punti di riferimento.
Non dobbiamo mai dimenticare il valore della sacralità della vita, fulcro centrale della nostra civiltà.
Ricostruire la Massoneria del “Mestiere”, ma soprattutto ricostruire il Rito della “Cultura”.
Mestiere” inteso come esecuzione di una committenza dove è data la scelta del disegno, dei materiali, dell’esecuzione; “Cultura” intesa come ricerca di Dio, supremazia dello Spirito, governo dell’Essenza, elaborazione della committenza.
Raggiungere la coscienza del “Sé” attraverso l’assimilazione della storia, della simbologia e della ritualità, per la costruzione dell’interiore che parte dall’obbligata osservazione del reale con occhi diversi.
Dobbiamo tendere alla creazione di una coscienza umana la più perfetta possibile, addivenendo al superamento dell’Io Profano con la chiara presa di coscienza del Divino ovunque Questo si trovi.
Obbligo la rigorosa disciplina della ricerca interiore che con la progressiva e sequenziale penetrazione del “Segreto Iniziatico” porta alla ricerca dell’Unico Vero Essere Supremo.
Riaprire il Libro Sacro non secondo la luce del sole come radice del mondo fisico, prima emanazione della giusta causa prima, ma secondo la Voce di Dio come sole del mondo invisibile.
Riaprire il Libro Sacro secondo i parametri delle Nozze Chimiche dove i tre livelli sono rappresentati: dalla superficialità, come romanzo fantastico con qualità letterarie pur tramutandone notorietà e ricordo nei secoli; dalla satira intesa come dedica regalata ai falsi alchimisti che consumano l’esistenza dietro miraggi non comprendendone i significati; dall’Ascesi solo per chi sa comprenderlo e ne recepisce così le operazioni in sequenza del “processo iniziatico”.
Quindi reimmettere nella Massoneria Scozzese, unica erede bernardiana, la straordinarietà della comprensione codificata del Libro Sacro, ritornando all’alchimia etimologico-numerica, inserendo come secondaria quella chimica.
A quei pochi Fratelli che nel mondo hanno iniziato questo eccezionale cammino, il nostro saluto di Scozzesi attenti, fedeli, pronti al sacrificio, certi del trionfo dell’intreccio dei triangoli equilateri per la perfetta stella sapientia.
Riaprire il Libro Sacro secondo criteri di “Cultura” e non di solo “Mestiere”, ritornare ai metodi comprensivi antecedenti al 1663, dove il Libro Sacro era penetrato nell’invisibile e non sfogliato.
E’ per questo che non possiamo scendere a compromessi di fronte allo scontro tra civiltà, non ci sono soluzioni possibili da proporre a chi non rispetta la dignità dell’Uomo.

Bisogna essere vigili verso chi tenta di scatenare condizioni di impotenza e umiliazione nel tentativo di provocare una resa, una sconfitta.

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