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Solstizio d'inverno 2002 - Verso un Nuovo Umanesimo

Documenti

SOLSTIZIO D’INVERNO 2002



Il Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione Italiana ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d’Inverno affrontando la tematica del “Nuovo Umanesimo”, della quale si traccia una sintesi delle linee programmatiche.


DOCUMENTO DEL SUPREMO CONSIGLIO
del R
:. S :. A :. A :. Giurisdizione Italiana

VERSO
UN NUOVO UMANESIMO

Nell’era della globalizzazione c’è la convinzione che tutte le problematiche che investono il mondo possano essere superate ricorrendo esclusivamente a soluzioni di natura economica e finanziaria, senza voler tener conto di tutti quei “valori” che fanno riferimento alla centralità dell’Uomo. Concentrazione della ricchezza ed emarginazione delle collettività più deboli portano, inevitabilmente, alla catastrofe. Gli eccessi possono essere fronteggiati con un processo di “Nuovo Umanesimo” che possa consentire agli Uomini di essere soggetti attivi e non passivi, che possa ridare all’Uomo la dimensione del “fine”, per non essere un “mezzo”.
Oggi è possibile avviare un processo di riconciliazione fra scienza e filosofia, purtroppo da secoli separate sia nella pratica che nei loro linguaggi, pensando ad una ricostruzione del pensiero e dei valori, riscoprendo il significato dell’Unità del Sapere.
E’ necessario ritornare all’essenza dalla quale “scienza” e “filosofia” sono nate, ritornare alla “filosofia naturale” (che comprende scienza e filosofia), sviluppatasi venticinque secoli addietro sulle sponde orientali del Mediterraneo: Da quel periodo “illuminato” queste due scuole scientifiche e di pensiero hanno proseguito il loro percorso, accentuando sempre più il divario dei rispettivi linguaggi, e allontanandosi sempre maggiormente dall’Uomo comune. La Filosofia chiudendosi quasi nella forza delle proprie elaborazioni; la Scienza, nel potere acquisito con lo sviluppo delle tecnologie.
Una riconciliazione tra Filosofia e Scienza è indispensabile, in questo Terzo Millennio; una riconciliazione che deve riportare il tutto all’Unità dei Saperi, se si vuole che l’Uomo abbia una prospettiva. Entità metafisiche – come Tempo, Numero, Spirito, Materia, Mente – considerate fuori dalla portata dell’Uomo comune, devono aprire nuovi varchi, se si vuole ipotizzare un mondo migliore e armonioso nel suo insieme.
E’ urgente, quindi, un moderno linguaggio per potere comunicare senza barriere e per potere ridefinire i rapporti all’interno della Comunità umana.
La definizione “Nuovo Umanesimo” viene ripresentata e riscoperta ogni qualvolta si intenda prospettare una “speranza propositiva” di rinnovamento di una società in crisi. La riproposizione di un “Nuovo Umanesimo” significa la non accettazione di un presente che riteniamo inaccettabile, nella prospettiva della costruzione di un nuovo futuro. In questa prospezione si devono avere chiare le nostre radici storico-culturali.
L’Umanesimo ha teso sempre alla costruzione di un mondo migliore, basato sull’interiorità dell’Uomo e sulla Ragione: un mondo che attinge alla fonte di un Rinascimento culturale, che ricerca il passato per meglio preparare il futuro, per l’affermazione dell’Uomo Libero nella sua sovranità terrena, nell’intelligenza, nelle sue capacità e responsabilità.
Dal passato, dall’inizio dell’Umanità alla civiltà Sumera, Indo, Egizia, Greca, Romana, Cristiana – ricordando l’evangelista Giovanni, che molto influenzerà l’inizio del secondo Millennio – ci giungono esperienze positive, come quelle del periodo che va dai Templari a Francesco D’Assisi a Dante Alighieri.
Umanesimo, quindi, come grande movimento culturale del XIV e XV secolo, caratterizzato da un intenso fiorire degli studi classici, considerati quali strumenti di formazione e di elaborazione interiore, definiti “Studia Humanitatis”.
Umanesimo che ha la sua spinta iniziale come opposizione al Medio Evo: rifiuto dei pregiudizi, delle imposizioni medievali, delle limitazioni, in quanto l’Uomo desiderava essere padrone di sé stesso.
Umanesimo dove la Religione non è un insieme di dati trasmessi per autorità, ma solo conquista dello spirito, dove la Filosofia non è rinchiusa in schemi fissi e assoluti ma è libero cammino del pensiero umano (abbandono del pensiero di Aristotele ed ingresso del pensiero Socratico/Platonico), dove l’Arte non si manifesta solo in forme mistiche ma in espressioni di bellezza, dove la Natura non è la sede del male, ma creazione di Dio che va ammirata ed amata unitamente e contemporaneamente studiata scientificamente per una migliore preparazione dell’Uomo (macrocosmo/microcosmo/ Ermete Trismegisto, Pansofia).
Dodicesimo Secolo, punto focale: inizio del periodo Templare (Speculazione culturale Oriente ed Occidente, organizzazione Cristiano-Giovannita); 12° secolo, nascita e vita di Francesco D’Assisi, Uomo avversato poi accettato dal mondo dei Prelati, portatore di una nuova spiritualità basata sui principi della Fratellanza e dell’Amore per il creato, che si contrappone al forte dogmatismo della Chiesa; Dante Alighieri, che apre la via culturale della speculazione “Nuova del sapere”, ripreso nel Rinascimento da Leonardo da Vinci e dalla corrente dotta dei Rosacroce.
Si può affermare, pertanto, che l’Umanesimo (la cui essenza darà vita al Rinascimento) ha il suo inizio tra il Trecento e il Quattrocento, nella ricca aspirazione di Rinnovamento, nella rottura con tutta la cultura del mondo medievale.. L’Umanesimo, inizialmente fenomeno essenzialmente italiano poi esteso ad altri Paesi, ha avuto una spinta notevole grazie ai Dotti bizantini che arrivarono in Italia già verso la fine del Trecento e grazie all’apporto di studiosi come Lorenzo Valla (1407-1457) ed Erasmo da Rotterdam (1466/1536), che contribuiscono a quello che viene definito il “commercio delle idee” in un mondo a-globale ma pronto a recepire “l’innovamento del Libero Pensiero”. Valla ed Erasmo furono i pilastri della speculazione intellettuale per il ritorno dell’Uomo alla tradizione, dove i valori dell’Io vivevano in armonia nel rapporto con gli altri per una “costruzione di bellezza ritornando sui canoni iniziatici ripresi dalla Filosofia Platonica, che si presentavano per l’Umanità come Microcosmo al centro dell’universo, e il Sole-Natura come macrocosmo, centro di un più grande Universo che ospita la vita. Uomo e Natura due entità non contrapposte, ma legate da un rapporto di azione reciproca.
L’Umanesimo Rinascimentale è il protagonista della concretizzazione dei Poli Universitari divulgatisi nel segno di uno sviluppo comune inteso a superare le differenze razziali, linguistiche e religiose. Il suo sviluppo a “Y”, o “Giglio”, o “Stella a 6 Punte” avvenne in tutta Europa: l’area di maggiore sviluppo delle istanze umanistico-rinascimentali è stata sempre accompagnata da un progresso economico e sociale, improntando una comune cultura ed una comune civiltà, l’attuale Europa.
I principali percorsi dell’Umanesimo Rinascimentale:
* Neo-Platonico ed Ermetico
* Mistico
* Alchemico.
Questi percorsi sono stati fondamentali nell’influenza del successivo movimento di pensiero Rosacrociano: fra il 1580 e il 1680 non appare mai un indirizzo “univoco” del pensare, nel solco delle tre matrici umanistiche, ma si evidenzia un’interazione e completa commistione fra di loro. L’Uomo Rosacroce è l’Uomo dai molteplici interessi per la Natura, per la Scienza, per la Filosofia, per la Matematica, per la Metafisica, per la Teologia, per il Diritto, per l’Arte. Il Rosacrocianesimo è un punto d’incontro fra differenti matrici culturali.
La speculazione Filosofica-Scientifica-Iniziatica dei grandi pensatori del Secondo Millennio, nel segno di una futura Umanità, tesa all’unione di Amore e Conoscenza, è preparatoria della Speranza, che da tempo si caratterizza in più segmenti della Spiritualità, nell’idea dell’approdo delle genti alla nuova Età dell’Acquario/Aria di questo Terzo Millennio. Dopo l’Età del Toro/Terra, l’Età dell’Ariete/Fuoco, l’Età dei Pesci/Acqua, l’Umanità possiede per conoscenza e tradizione iniziatica, tre parti del Sapere, ed ha il dovere della Quadratura del Cerchio, quale proiezione nell’attuale Età dell’Aquario/Aria, per una nuova società armoniosa, dove Biotecnologia, Ecologia, Dromologia, Apolidità, Religiosità, si ritrovino in un’Era di Pace e Propositività, nel mantenimento del proprio Credo e Conoscenza.
Nuovo Umanesimo quale fondamenta del rinnovamento della società, quale unica via d’uscita per la crisi che sovrasta questo periodo storico dell’Umanità.
Nuovo Umanesimo per la costruzione di un mondo migliore che tragga la sua vitalità dalla interiorità dell’Uomo e dalla Ragione. Un Rinascimento culturale basato nella ricerca di un passato dimenticato quando l’Uomo si proponeva per il futuro, e intendeva il presente come momento statico ma come proiezione verso il domani.
Nuovo Umanesimo come sommovimento culturale e strumento di formazione.
Nuovo Umanesimo come rifiuto delle limitazioni e opposizione ai pregiudizi.

Nuovo Umanesimo come dialogo fra le Religioni e rigetto dei contrasti egemonici.

Nuovo Umanesimo come rinnovamento del Libero

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