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Solstizio d'estate 2011 - In nostro novo itinere

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SOLSTIZIO D’ESTATE 2011


Il Rito Scozzese Antico e Accettato – Rosae Crucis Ordo, per la Giurisdizione del Mediterraneo, ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d’Estate alla presenza del Corpo rituale, dei Gran Maestri della Gran Loggia di Sicilia, della Gran Loggia del Mediterraneo, della International Mediterranean Grand Lodge, della Female International Grand Lodge e dei Maestri Venerabili delle quattro Gran Logge.

RITO SCOZZESE ANTICO E ACCETTATO
ROSAE CRUCIS ORDO
GIURISDIZIONE DEL MEDITERRANEO

IN NOSTRO NOVO ITINERE

Bisogna riportare nel loro alveo naturale le acque dei fiumi che sfociano nel più antico mare. Compito che si rende necessario in quanto esse si sono mescolate con acque che non sgorgano dalla fonte della Sapienza massonica.
Nei momenti importanti, in quanto fondanti, come quelli che stiamo attraversando, i Liberi Muratori, gli uomini di buona volontà, sanno compattarsi attorno ai principî “ab origine” che li accomunano: Conoscenza e Saggezza, virtù queste che racchiudono il “Tutto” che serve a condurre l’Uomo a maggior perfezione.
Già in passato, quando il conto degli anni stava per traghettare l’Europa dal ‘500 al ‘600, l’Uomo considerò antiquati i suoi principî di vita sociale e culturale. Il carattere obbligatorio delle credenze tradizionali (Scolastica) sembrò pericolante. Stava sorgendo una nuova visione del mondo. La nuova fisica stava imparando a leggere (con una metodica e non più attraverso la superstizione) nel libro della natura. Allo spirito empiristico di rigorose sperimentazioni si unì un razionalismo che dette vigore solo a quello che reggeva di fronte a una sovrastante intelligenza. Le conseguenze furono una serie di rivoluzioni (durante le quali la Massoneria non rimase a guardare) che modificarono alla radice il rapporto fra le classi sociali del mondo occidentale.
Oggi l’Uomo ripercorre lo stessa strada, ma con concetti che tengono conto del fallimento dell’Era precedente puramente razionalista. E anche questa volta la Massoneria, o almeno parte di essa, non vuole rimanere a guardare.
Nei documenti che sono stati emanati dal
Supremo Consiglio del R:.S:.A:.A:. – Rosae Crucis Ordo Giurisdizione del Mediterraneo, abbiamo già da tempo maturato, elaborato, accolto e quindi esternato ai Fratelli Liberi Muratori di tutto il mondo il nostro pensiero e le progettualità del nostro cammino di perfezionamento. Abbiamo scritto nel nostro “Mare Omnibus in Mundu” che noi saremo profeti, e per questo, guide lungo una rotta che ha intercettato il vento del Nuovo Umanesimo.
La nostra Istituzione è pronta per innalzare il Pentalfa, tornare alla sacralità, superare i cinque sensi e così ritornare al cuore vitruviano di Leonardo. Siamo al vero inizio della costruzione della nuova civiltà "Occiorientale" giudaico-cristiana-islamica, non nell'utopia di uomini irrazionali, ma nella certezza che nonostante l’Uomo sia un essere finito, possiede, pur sempre, la facoltà di superare in modo netto la sua stessa finitezza; in quanto egli può ancora comprendere “il divenire” del Grande Architetto dell’Universo, condizione essenziale per poter andare oltre la ragione umana.
Noi immagineremo (così come ha scritto Pico della Mirandola) che il Grande Architetto dell’Universo si sia rivolto al primo uomo dicendogli:
«A te, Adamo, non assegnammo né una residenza determinata né un aspetto particolare né un patrimonio esclusivo, perché tu possa avere qualunque dimora tu voglia, qualunque aspetto tu desideri e tutti i doni che preferisci, secondo la tua volontà. Per tutti gli altri viventi, la natura degli esseri viventi è legata alle leggi da noi statuite e sarà quindi mantenuta entro quei limiti. Ma tu non sei ostacolato da limiti insuperabili; anzi secondo la tua propria libera volontà, nelle cui mani io ho posto il tuo destino, addirittura predestinerai da te stesso a te stesso quella natura. Io ti ho collocato al centro del mondo, perché tu possa guardarti attorno e conoscere tutto quanto c’è in questo mondo. Noi non ti abbiamo creato né celeste né terreno, né mortale né immortale, affinché tu, quasi modellatore e poeta assolutamente libero e retto governatore, ti possa dare da te stesso quella forma che ti sarai scelta per vivere. Sei libero di degenerare nel mondo inferiore degli animali: sei altrettanto libero di elevarti nel mondo superiore della Divinità, per decisione del tuo spirito».

L’Uomo quindi al centro dell’Universo. È dall'incontro tra Cosmo ed Uomo, dalla Conoscenza e dalla Sapienza primordiale che riusciremo ad affermare nel mondo profano i principî rosacrociani e il misticismo dell’Uomo Vitruviano.
Già da diverso tempo abbiamo affrontato la discussione e l’approfondimento sul tema del Nuovo Umanesimo i cui principî e concetti, a nostro avviso, non sono affatto lontani da quelli massonici.
Soprattutto per quella Massoneria che è andata “oltre” i modelli socio-economici capitalisti, nazionalisti e socialisti nati dall’Illuminismo. Inoltre, nelle nostre officine, abbiamo posto la nostra attenzione anche sui principî dell’Ecobioumanesimo, ma ora dobbiamo prepararci a supplire al ruolo di un pilota che ha perso definitivamente la rotta, il suo orizzonte, perché ha seguito la stella sbagliata: un Pentalfa orientato verso un punto non noto.
Il nostro Nuovo Orizzonte non è lontano, è qui: è il Mediterraneo che darà la capitale e la guida a tutto ciò che conosciamo. Non ci resta che stabilire il “punto d’incrocio” tra la soluzione cristiana, quella islamica e quella delle non assenze ebraiche.
Questa nuova congiunzione avrà la potenzialità di affermare in modo netto e definitivo il contenimento del pericoloso espandersi della sinarchia.
La nuova civiltà "Occiorientale" si dovrà fondare su una regola aurea condivisa: la Fratellanza.
La Fratellanza chiede rispetto e responsabilità. Con il rispetto dell’Uomo, per il rispetto dell’Uomo, nel rispetto dell’Uomo.
L’Uomo è parte integrante dell’architettura dell’Universo. L’armonia, l’equilibrio della biosfera, deve essere garantito dall’applicazione obbligatoria non solo da leggi mondiali di tutela, ma soprattutto dal principio sistemico per cui ogni essere, cosa o processo che faccia parte della “creazione” è legata a tutte le altre, l’intervento su una di esse è di fatto l’intervento su tutte le altre.
In una società sempre più orientata al profitto senza scrupoli, anche il pensiero ecobioumanista invita a tornare a guardarsi dentro in quanto ogni vero cambiamento dovrà necessariamente scaturire dall’interno delle nostre coscienze. Fenomeni di estremismo e di disagio sociale, sempre più frequenti, si sommano ai mali atavici del consesso umano, come la corruzione politica (finta democrazia) e l’esistenza dei gruppi parassitari (sinarchie) della società produttiva che, messi insieme, costituiscono i principali mali responsabili dell’attuale guerra economica mondiale.
Nel mezzo del nostro percorso di perfezionamento abbiamo incontrato l’insegnamento rosacrociano custode del segreto. La croce e la rosa sono i suoi primi segni. Ma non più l’isolata Croce della Passione, ma “la Croce nella Rosa”: la Croce come segno di redenzione nella Rosa, il segno della multiforme creazione, della natura, del mondo da parte del Grande Architetto dell’Universo. La materia assume una coscienza religiosa, rivelando la sua natura spirituale. Ad una interiorizzazione mistica confessionale della Croce corrisponde una spiritualità universale di cui sono permeati i principî massonici.
Il vero Uomo è quello in grado di ricercare, trovare e immergersi nella spiritualità fino a toccare il Grande Architetto dell’Universo. Il massone, da sempre, crede e tende al raggiungimento della perfezione. Dobbiamo riuscire ad andare oltre noi stessi, oltre la nostra coscienza. In quel luogo della mente dove i nostri pensieri non hanno più cognizione del tempo e dello spazio. Quella è la condizione che ci fa avere sensazioni che non hanno bisogno dei cinque sensi per essere godute. Solo percorrendo questa strada si può trovare la spiritualità che migliora il nostro stato d’animo e ci permette di costruire la nostra vita pensando al prossimo, alla propria anima gemella, al vero senso della vita in piena libertà.
Il massone vive una laicità che da sempre esclude i dogmi, ma non esclude la presenza di Dio in quanto lo indica come Grande Architetto dell’Universo (quindi creatore). Non esclude il concetto d’Infinito in quanto il tendere perennemente alla perfezione divina è un concetto cosmico. Non esclude lo Spirito in quanto tutto l’ammaestramento massonico è spirituale, finalizzato alla “conoscenza di se stessi” e alla “conoscenza dell’eterno divenire”. Ma il massone è anche uomo del suo tempo (del resto se così non fosse non potrebbe interagire con la società di cui fa intimamente parte) e quindi non può non usare la “ragione”, nella sua accezione illuminista, quando si accinge al suo intimo cammino verso la Sapienza e la Saggezza.

Da quando l’uomo osserva nel cielo i movimenti degli astri cerca di conciliare il concreto e l’astratto, la scienza con la fede, ma riusciremo a conciliare l’idea di un Cristo laico, antidogmatico, con l’infinito cosmico? Secondo Noi, no, ma l’interrogativo per tanti resta.
L’ormai chiara crisi del sistema democratico occidentale nasce dal mancato processo di un suo adeguamento alla società reale, dove l’uomo ha aumentato enormemente le sue conoscenze e le sue capacità decisionali. I principî fondanti restano sempre Libertà, Uguaglianza e Fraternità, ma la vera democrazia è quella che riesce a rigenerarsi recependo il Nuovo Pensiero.
La degenerazione mondiale del razionalismo ha condotto l’Umanità ad un passo dal suo annullamento. Occidente e Oriente sacrificano ormai da tempo allo stesso dio: il profitto.
Questa parte del mondo dominante (la cosiddetta società evoluta) non riesce più ad innalzarsi oltre la visione delirante del potere consumistico basato sulla felicità del possedere. Il venir meno delle passioni e del desiderio, in favore di una scomposta "onda di pulsioni sregolate" conduce a isteriche reazioni di fronte agli avvenimenti mondiali che ormai assomigliamo sempre più a colorati e rumorosi fuochi d’artificio i quali, alla fine, non lasciano segni nel cielo.
La maturazione di una passione e l'impegno per cercare di realizzarla non è il soddisfacimento immediato di un bisogno. Infatti serve tempo per maturare desideri autentici; gli unici in grado di alimentare un progetto che riempia di senso la vita. È la passione che proietta gli uomini nel futuro. Essa passerà inevitabilmente attraverso le resistenze di chi ormai è contagiato dal virus dell’apatia, farà i conti coi limiti imposti dalla realtà, ma rinuncerà ai deliri d'onnipotenza come ai buchi neri delle dipendenze da droghe, denaro e sesso. Gli uomini che riusciranno ad elaborare desideri potranno finalmente navigare verso un orizzonte progettuale, dentro una trama coerente di azioni che rende sopportabili anche gli ostacoli, in vista dello scopo.
L’Uomo quindi dovrà pensare a una nuova società capace di dare a tutti queste possibilità con veri strumenti democratici utilizzabili in piena libertà, creando, tramite modelli educativi, la cultura della solidarietà, della tolleranza, del rispetto e del servizio.
Essere un Uomo libero non vuol dire avere la patente per fare o dire tutto quello che si vuole. Il significato è quello di essere padrone delle proprie azioni e idee, ma l’uomo non può essere padrone delle proprie azioni e idee se è schiavo di un sistema che tale lo ritiene e che lo costringe a fare la guerra ai suoi simili e a chiedere l’elemosina.
Ma siamo alle soglie di un cambiamento epocale. Ci troviamo nel bel mezzo di una mega rivoluzione sociale, tecnologica, genetica, economica ed energetica che nemmeno le grandi potenze riescono più a governare perché questi enormi cambiamenti si sono affermati in modo disordinato a colpi di regimi di monopolio favoriti dalla grande truffa della globalizzazione della produzione.


*

Mentre si tiene in archivio il termine “pace”, e le guerre continuano in diversi territori nell’indifferenza generale, c’è chi guarda alla Russia indicandola come “Nuovo Occidente”, ritenendo ormai alla fine la leadership mondiale degli Stati Uniti d’America.
È probabile che questa visione del futuro imminente corrisponda al vero, ma noi riteniamo che una “certezza” in questa direzione non può esserci. E i motivi sono di natura diversa.
Il mondo dell’Istituzione Massonica – almeno apparentemente – non sembra curarsi delle prospettive che possono determinarsi da un mutamento dei ruoli delle grandi potenze di un tempo. Oggi la Russia è la Russia, e non più la temuta Unione Sovietica di staliniana memoria. L’Europa, lontana dall’essere politicamente unità, va al traino di Francia e Germania. L’Inghilterra sta in bilico tra l’Atlantico e il Mediterraneo. Gli Stati Uniti non si comprende bene cosa siano nella realtà odierna. Il peso degli errori commessi in politica estera ha diminuito sensibilmente la propria supremazia ai tavoli della diplomazia mondiale. Ma ciò non è sufficiente ad affermare con sicurezza che un possibile cambiamento veda gli USA emarginati nel contesto mondiale che, in ogni modo, è in continua evoluzione con parametri fin troppo fluttuanti che non possono assicurare una continuità legata al passato. C’è, infatti, un contingente ricco d’incognite e carico di fantasmi di nuovi scenari bellici che dominano inesorabilmente il domani.
Possiamo quindi pensare alla Russia come il “Nuovo Occidente”?
Indubbiamente la Russia sta vivendo il momento delle grandi scelte, fra contraddizioni e divisioni che oggi l’avvicinano, come tendenza, ora al modello europeo, moderno, democratico ma asfittico, ora al modello di alcuni Paesi dell’Asia Sud-orientale in largo sviluppo, ma autoritari.
La svolta in Russia si avverte da diversi anni, soprattutto dopo l’indebolimento internazionale dell’influenza degli Stati Uniti, a seguito delle devastanti crisi finanziarie e di una politica estera imperniata sulla guerra (Iraq, Afganistan). La continua instabilità del Medio Oriente, la continua ascesa economica della Cina, ha finito con il rafforzare la Russia, facendole acquistare una posizione considerevole come “garante” dello status quo. La politica del vecchio Occidente appare in declino, e la nuova opportunità sembra essere data dalla Russia. Ma il quadro si presenta fluido e gli Stati Uniti possono avere ancora delle chanches di ripresa: la grande forza degli Usa sta nella, già dimostrata in passato, capacità della società americana di reagire agli eventi negativi e di sapersi tirar fuori, anche se in extremis, dalla palude etico-socio-economica in cui è stata trascinata da lobbies parassitarie nate al suo stesso interno.
In una situazione di “transizione”, come quella attuale, tra squilibri e pseudo ricerche di equilibri, la chiave di volta che sfugge all’osservazione comune (per quanto attenta possa essere) è il meccanismo (già in moto) di un nuovo riassetto globale che da tempo, noi riteniamo, non procede all’insegna di un “ordine mondiale imposto”.
I cosiddetti poteri forti hanno compreso che il concetto di “contrapposizione” è superato come “pratica politico-strategico-economica”. Essi hanno compreso che l’obiettivo “impero” nella realtà del Terzo Millennio non è raggiungibile, ed hanno cambiato “metodo”, dando il via ad una nuova idea di concentrazione del “potere” stesso, basato su un sistema a “Rete”.
L’”Ordine Mondiale” viene così sostituito con un “Sistema internazionale di riferimento”.
Un sistema di riferimento che non adotta la coercizione, ma l’adottamento.
Dal sistema della “potere bilanciato” (URSS-USA) all’unipolarismo consociativo, al bipolarismo coercitivo, si è passati ad un multipolarismo disarchico, alla conduzione, cioè, di molti poli in collaborazione (ma spesso anche in competizione-conflittualità tra di loro) dove il polo egemone è fluttuante in quanto sistema privo di gerarchie.
Un sistema che viene favorito dalla crisi dello “Stato nazionale” inteso come “modello”.
Il sistema della “Rete” consente tipi di legami fra “diversità” apparentemente incompatibili, consentendo equilibri “fluidi” che permettono interazioni anche fra il macro e il micro.
La “Rete” è il nuovo sistema di riferimento mondiale, all’interno del quale coesistono attori con funzioni diverse.
La potenza della “Rete” (o delle “Reti”) si dirama in ogni parte del globo utilizzando lo strumento della:
Politica, la cui stasi è provocata dalle strutture consolidate che pretendono di rappresentare un centro “decisionale”, mentre la società resta impotente;
Lobby, che regge il potere diretto;
Rivoluzione silenziosa che scaturisce dalla sinergia dal basso e dall’alto tra ceti e reti glocal.
Gli analisti sostengono che “il primo Paese che saprà abbandonare la pratica del
sistema Paese, ancora immaginata tolemaicamente intorno allo Stato, per abbracciare la filosofia della creazione e della sinergia fra Reti flessibili tra diversi segmenti dell’economia e della società, sarà uno dei meglio collocati per agire insieme ad altri non come parte di un nuovo direttorio, ma come componente essenziale di una Rete mondiale”.
Oggi i protagonisti del Sistema Rete non si mostrano nella loro reale identità, ma le basi per questo nuovo sistema di riferimento sono state poste da tempo e chi ne è a conoscenza lo ritiene “aperto, trasparente, laico” in grado di ridurre i costi di una politica egemone, in grado di produrre libertà.
Se però i protagonisti di tale “Sistema Rete” sono gli stessi che prima miravano ad un Nuovo Ordine mondiale, riteniamo giusta la massima gattopardiana “cambiare tutto per lasciare le cose come stanno”.



*

L’Anno Domini trascorso ci ha visto fortemente impegnati nella costruzione del giglio, abbiamo lavorato in modo speculare, ora muoveremo solo due idee: cooperare per il nuovo fuso orario del nord-est dell’India, e convincere la guida sinica all’abolizione dell’hukou, la residenza obbligatoria al luogo di nascita, per poter creare le condizioni di crescita parallela delle aree geopolitiche più predisposte alla sinergia di governo del nostro pianeta, Neoasia e Neomeditarraneo, Nuova Europa e Nuove Europa. Partiremo dall’Operation Coordinating Board, di Eisenhoweriana memoria, per la culturale conquista dei cuori e delle menti.

Ed inoltre sarà dall’incontro tra cosmo ed uomo, tesi del Nostro ultimo Supremo Consiglio, come dalla conseguenza del sapere primordiale e dalla conoscenza della lingua adamitica, che si affermerà la soluzione iniziale-finale del giglio rosacrociano .

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