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Solstizio d'estate 2005 - Quaestio potestatis

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SOLSTIZIO D’ESTATE 2005

Si è celebrata la ricorrenza del Solstizio d’Estate alla presenza del Corpo rituale, dei Gran Maestri della Gran Loggia di Sicilia, della Gran Loggia del Mediterraneo e del Gran Maestro dellaInternational Mediterranean Grand Lodge, e dei Maestri Venerabili delle tre Gran Logge. Nel corso della celebrazione del Solstizio d’Estate è stata data lettura del documento “QUESTIO POTESTATIS” .



DOCUMENTO DEL SUPREMO CONSIGLIO
DEL R
:.S:.A:.A:. Giurisdizione Italiana

QUAESTIO POTESTATIS

Con questo capitolo del nostro lavoro descriveremo le necessità e le modalità individuate dal nostro Supremo Consiglio del R:.S:.A:.A:. sull’evolversi dell’esercizio del potere nel mondo. Quest’ultimo è riconosciuto da tutti come il fattore sostanziale di una qualsiasi forma di governabilità, e necessitando essa, nell’attuale nuova “Era delle Rivoluzioni Convergenti”, di maggiore elaborazione non possiamo permettere che si diriga con criteri e metodi datati da oltre un secolo e mezzo.
La incisività del potere oggi è determinata da azioni poggiate su architetture gerarchico-piramidali, ma essendo esercitata su una base trasformata da permanente, definita, e situata in diversificata, espandibile e non localizzabile, pone l’assoluta necessità di un nuovo concetto dell’autorità. Infatti oggi ogni vertice decisionale di tipo classico piramidale si scontra, con i suoi stessi impulsi decisionali, per la totale assenza di chi dovrebbe essere l’esecutore delle istruzioni impartite, in quanto sempre più inesistente.
Da tale situazione nessuno può ritenersi escluso: dall’organizzazione internazionale di Stati; alla stessa nazione-stato; all’associazione di categoria; all’associazione sindacale; alla lobbie; alla nostra Istituzione. Allora abbiamo l’obbligo di ridefinire un nuovo concetto di potere, utile ad essere applicato al neomodello antipiramidale, in conseguenza del futuro affermarsi del nostro ecobioumanesimo. Per fare questo dobbiamo intervenire sugli elementi principali di tipo filosofico e materiale che compongono la vita dell’uomo e cioè il suo corpo e il suo spirito, per agire prima di tutto in quelle che individueremo come nuove condizioni dell’uomo e non più della società o del collettivo.
Nella Questio da noi proposta gli aspetti da affrontare sono profondi e fondamentali.Cominciamo dal definire il principio che oggi non esistono regole riconosciute, comuni ed essenziali per un perfetto controllo del proprio corpo: infatti interagiscono ed influiscono nell’uomo elementi materiali di sconvolgimento tali da interrompere quasi ogni suo processo di razionalità.
Le strutture decisionali odierne delle organizzazioni sociali di qualsiasi tipo ed ampiezza, compresa la nostra Istituzione, hanno come centralità il culto del corpo umano, incentrato su carriera, sesso, denaro, sopraffazione, egocentrismo.
L’idolatrare il corpo pone l’uomo in condizione di occultare lo spirito, producendo nella persona continui stati di inquietudine e trasportandola spesso verso forme di disgusto della vita, prima lievi e poi accentuate, partendo proprio, assurdità della sorte, dal continuo soddisfacimento delle esigenze corporali.
Un esempio per tutti, la perenne insoddisfazione dell’uomo di oggi nei confronti del proprio status. Questa non è presente per casualità, ma è il frutto di false esigenze create ad hoc dall’impostazione del sistema sociale consumistico, che non può accettare scale di bisogni statici, ma dinamici e quindi ha assoluta necessità che l’uomo sia sempre insoddisfatto. Condizione che però non può durare a lungo, in quanto ormai è vicino il punto di non ritorno di questo status, perché l’uomo non può scegliere il suicidio come soluzione del proprio Io incompleto. Ecco perché nell’uomo moderno sta nascendo l’affermazione dell’equilibrio spirituale, unico elemento che può ricreare la speranza nella vita allontanandosi dalla spirale dell’inappagato.
Il sistema sociale consumistico, concetto filosofico di potere dell’ultimo secolo e mezzo, si basa chiaramente sul positivismo, nella moderna applicazione dell’empirismo logico, il quale predilige l’analisi semantica, ponendosi come sezione di base dell’evoluzione del culto del corpo. Questa impostazione, purtroppo, la si riscontra anche nell’attuale Massoneria evolvendo in negativo il significato di “speculazione”, che i Massoni, in forma istituzionale, avevano fatto propria dal 1700. L’uomo, al contrario, ha la sua origine, il suo inizio, nell’unione tra corporeo ed incorporeo, vera e propria emanazione di un’altra unione, quella tra cosmo, il corporeo, e Dio, il Grande Architetto dell’Universo, l’incorporeo per eccellenza.
Ecco perché il solo corpo in assenza dell’incorporeo rimane contemporaneamente in assenza di Dio, qui trova spiegazione la presenza di quella micidiale inquietudine di cui descrivevamo in precedenza. La verità, pur segmentata, non sta nel corpo, ma nell’interiorità, e queste due entità hanno tra di loro un rapporto inscindibile, perché l’assenza dell’una pone la decadenza anche dell’altra, in quanto ne viene meno la trasmissibilità, quindi senza interiorità il corpo non potrà mai conoscere la verità.
Questa nozione si incentra e concentra anche intorno al rapporto matematico della proporzione diretta a senso unico: infatti più interiorità, più verità, più corpo, ma mai l’inverso. Il nuovo concetto di potere se vorrà avere efficacia dovrà inserirsi dentro questo rapporto matematico.
Inoltre nel vecchio sistema di dominio non possiamo non riscontrare la forza di un altro elemento filosofico materiale e contemporaneamente immateriale che la fa da padrone: il tempo. Senza di questo la struttura sociale consumistico-piramidale non potrebbe sorreggersi e quella insoddisfazione, di cui descrivevamo prima, non avrebbe così forte incisività. La famosa frase “il tempo è denaro” ha profonde radici culturali, ben più ampie di quanto noi stessi si possa immaginare, infatti questa è agganciata ad un’altra massima “Ora et Labora” da dove prese il via il rapporto tra tempo e lavoro, tramutatosi successivamente, con il Protestantesimo, tra tempo e guadagno. Se guardiamo come l’uomo nei secoli abbia modificato lo scandire di questo tempo ci accorgeremo della grande importanza che questo è venuto ad avere, infatti nell’evo antico le giornate erano significate dal mezzogiorno e dalla mezzanotte, nel medioevo dalle ore, oggi dai minuti.
Abbiamo detto che il tempo è il secondo, fondamentale, elemento della odierna inquietudine umana, dopo il culto corporeo. Riflettendo capiamo perfettamente come il vecchio concetto di potere intervenendo sul corporeo, quindi corpo, cosmo, creato, unici elementi a vivere solo nella dimensione del tempo davano a quest’ultimo la forza del controllo sull’uomo, il tutto oggettivamente geniale, quanto malvagio. Se noi invece desideriamo garantire alla persona il diritto ecologico, biologico, umano alla sua vita, nella libertà del libero arbitrio del suo spirito, dobbiamo modificare il concetto di potere basato sul corporeo e sul tempo. Lo spirito e quindi l’incorporeo non sono assolutamente nella dimensione del tempo, perciò sono questi gli elementi su cui noi dobbiamo costruire la moderna autorità.
Valutando queste nozioni all’interno della Massoneria ci rendiamo conto che quella attiva, poi divenuta nella storia “speculativa”, oggi sta nella sola dimensione temporale, al contrario di quella che fu “contemplativa” che era nata per stare solo nella dimensione spirituale. E’ per questo che ritorna necessaria, in conseguenza della decadenza dell’azione “speculativa” la divisione tra Massoneria attiva e contemplativa in un nuovo contesto non più dualista. Tale separazione diverrà utile nel momento in cui il processo di formazione del neopotere culturale si dovrà imporre nei confronti del potere materiale informe, impersonale, dis-etico (vedi per esempio l’attuale potere finanziario).Quindi questo nostro intento sommato a quello di costruire un modello di società ecobioumanista ci obbliga a modificare il concetto di potere partendo dall’esercitare l’eliminazione, prima di tutto, “dell’abuso” del libero arbitrio, perché quando questo è presente lo è sempre a favore del “corporeo”, divenendo un vero e proprio male morale. Il nostro cammino ecobioumanista ha esclusiva necessità di essere governato da un potere culturale per potersi affermare e la sua centralità è rappresentata dal potere intellettuale della Fronesofia; ponderatezza ed accortezza sommata al retto e vasto uso della forza della mente e del cuore, acquisita con l’apprendimento della conoscenza.
Per definire il piano d’intervento di questo nostro neopotere culturale abbiamo bisogno di concepirlo all’interno di insiemi di azioni tese al soccorso del rapporto di equilibrio tra corpo e spirito. Il primo non influenza, ma occulta il secondo, al contrario lo spirito influisce nel corpo, manipolandolo.
L’uomo è dipendente dal Grande Architetto dell’Universo sul piano dell’essere, ma autonomo sul piano dell’agire, ecco qui spiegata l’origine dell’influenza dello spirito sul corpo. Ed allora se il nuovo potere deve intervenire all’interno del soccorso di questo rapporto di equilibrio lo deve fare tramite una sequenza di impulsi di luce, secondo la teoria “dell’impetus” dalla quale scaturisce che una forza impressa continua a spingere in assenza della causa del suo movimento. Sequenza che noi abbiamo denominato “dell’illuminazione”.
Le successioni di cui stiamo definendo trovano il loro essere nel continuativo dialogo tra l’uomo ed il suo spirito interno e tra l’uomo ed il suo spirito madre. Quest’ultimo non è altro che l’origine di ogni spirito, quindi il Grande Architetto dell’Universo. Il dialogo continuativo, a cui ci riferiamo, deve essere aiutato, “soccorso”, per poter accedere alla percezione della sequenza dell’illuminazione, da regole, le quali devono rientrare in un’unica dottrina, dedicata solo a quell’uomo che partecipa solo a quel dialogo. Queste, una volta che sono parte di quel soccorso e di quella disciplina, devono essere inserite all’interno di un ordinamento. Il nuovo stato del potere culturale deve essere esercitato anche nell’agevolazione di questo ordinamento, composto sia dalle regole del dialogo che da quelle parti della sequenza dell’illuminazione riconosciute comuni tra gli uomini.
I veri e propri precetti, a cui facciamo riferimento, devono risultare composizioni di ricerca della propria interiorità, prima in termini omeopatici con principi di sconvolgimento, poi con la pratica di virtù manipolanti le negatività del corpo, in ambedue i casi definendo una dottrina che per la prima volta deve avere in se aspetti dinamici. Per quegli uomini che riescono ad incontrare la sequenza dell’illuminazione, per poter far emergere l’unione delle parti comuni, devono esistere momenti di vita condivisa, luoghi condivisi, ugualità condivise, ma soprattutto diversità condivise. Anche questa capacità di condivisione diviene una composizione di ricerche da ordinare.Tutti quegli elementi che concorrono “all’agevolazione dell’ordinamento” fanno parte del secondo aspetto del neopotere. L’inizio del nuovo potere si conforma, come ormai appare ben chiaro, intorno a due concezioni: il soccorso all’abuso del libero arbitrio e l’agevolazione dell’ordinamento di regole singole ed in comunione della sequenza dell’illuminazione. Perché è intoccabile nell’uomo ecobioumanista la sua autonomia sul piano dell’agire e la sua dipendenza sul piano dell’essere? Perché la storia ci insegna che quando l’uomo ha vissuto in maniera corretta il piano dell’essere non ha mai avuto bisogno di regimi coercizzanti utili a definire convivenze regolate per garantire rispetti, diritti e doveri. Per ciò un altro elemento del neopotere utile alla sua affermazione sarà la regolazione dell’insieme delle “operatività della comunità”. E’ proprio per adempiere a questa necessità che il nuovo potere non potrà intervenire nella memoria dell’azione e nella elaborazione della speculazione, come avviene oggi, ma dovrà compartecipare all’intenzione dell’azione, non certo con criteri di premura, ma con metodi di identificazione dell’equilibrio tra l’azione di un singolo rapportata all’altro singolo e solo all’interno della sequenza di questi giungere alla comunità, quindi “all’equilibrio delle intenzioni”, contro l’attuale sistema speculativo che predilige la supremazia della comunità all’azione del singolo (cominciando dalle mode …).
L’equilibrio a cui noi facciamo riferimento è quello della pace, della serenità, della positività, che trae origine dalla graduale scoperta della spiritualità. Questa avviene sempre prima in forma segmentata e poi sequenziata, ecco perché dobbiamo privilegiare sempre e comunque metodi di sequenza nella costruzione del nuovo potere.
Il primo Umanesimo propugnava una filosofia d’amore sia nella ricezione che nello scambio di atti di e con Dio. L’ecobioumanesimo si instrada nella filosofia della pace, cioè del Dio con noi, il quale supera il concetto dell’atto per allargarlo all’intero agire di tutto ciò che è creato. Da questo momento il potere non si può più definire tramite la sua capacità di intervento per la modifica della materia e della forma, ma con il “mutamento dell’interiorità” che profonde il massimo dell’autocoscienza.
Oggi la Massoneria è molto corrotta dalla cultura della creazione della materia e della forma, vera anima della e delle corporazioni dei mestieri, fondamentali nella Massoneria attivo-speculativa. Infatti nel 19° secolo con corporazione si indicava la “neoborghesia”, nel 20° secolo gli “industriali”, all’inizio del 21° secolo i “finanziari”. Il moltiplicarsi ed il sovrapporsi di queste corporazioni ha significato, soprattutto nella Massoneria, lo svilire del concetto iniziale di speculazione per giungere solo a quello di interesse. Invece i nostri padri, quando hanno redatto i principi della Massoneria istituzionale nel 1717 hanno voluto rendere uniti gli intenti della Massoneria Speculativa e Contemplativa con grande lungimiranza e genialità. Principi che a tutt’oggi sono venuti meno imponendo con la supremazia della prima la scomparsa della seconda; dobbiamo prendere atto che quella equilibrata fusione non esiste più. A distanza di tre secoli dobbiamo prendere coscienza che quell’eccezionale equilibrio si è rotto e che si impone al R
:. S :. A :. A :. l’obbligato recupero di un positivo rapporto tra queste due importanti entità fondandole sullo spartiacque dello SCEGLIERE e del DECIDERE. E’ la funzione contemplativa quella dello SCEGLIERE, e l’attivo-speculativa quella del DECIDERE.
Il R
:. S :. A :. A :. deve essere consapevole delle difficoltà che si incontreranno per la identificazione dei contorni di una nuova ed efficace Massoneria contemplativa, quindi è per questo che occorrerà presto una nuova ELITE e la diversa riproposizione dei Landmarks per la salvaguardia, la intercambiabilità, e la trasmissibilità della stessa. E’ con questa QUAESTIO POTESTATIS che si deve definire il nuovo concetto del potere nel sistema ecobioumanistico, il quale deve contenere ed esercitare:
L’eliminazione dell’abuso del libero arbitrio;
2. L’agevolazione di un ordinamento delle sequenze dell’illuminazione influenti il corpo;

La regolazione dell’insieme delle operatività della comunità;
4. L’accertamento degli equilibri delle intenzioni;
5. Il mutamento delle interiorità;
6. L’affermarsi dello scegliere e del decidere.
Il luogo principale del “potere dello scegliere” deve rientrare all’interno della nuova Elite della Massoneria contemplativa. Solo con lo svilupparsi di questo nuovo livello si potrà degnamente affrontare e risolvere la crisi di governabilità dei complessi sistemi moderni della società “glocale”. Oggi questi ultimi sono guidati in modo precario, approssimato, disgiunto; in quanto i loro responsabili sono portatori di progetti di basso profilo o inadeguati.
L’uomo si trova di fronte al precario, all’incompetenza, all’ignoto, e di fronte a tale vuoto si rifugia spontaneamente nella ricerca di certezze, ed è qui che nasce la sua esigenza di spiritualità con l’obiettivo di una dignità basata essenzialmente sul riconoscimento della propria interiorità. E’ intorno a questa ricerca di interiorità che si scopre la trascendentalità e la sequenza dell’illuminazione, unica idonea soluzione al pericoloso buco nero personale creatosi nell’individuo con il vuoto espresso dall’attuale società. Con il colmare questo vuoto nasce la consapevolezza di una reale soluzione anche per quello collettivo subìto dall’intera comunità.
La società “glocale”, per la sua genetica conformazione, richiede di essere strutturata in forma orizzontale e non verticale come invece è l’attuale modello organizzativo-sociale del mondo, dall’anno 1700 in poi.
I tradizionali poteri gerarchico-verticali sono già saltati, anche se nessuno ne vuole prenderne coscienza.
La nostra verità nasce proprio da qui; dalla consapevolezza della necessità di un nuovo modello di potere. Il sistema gerarchico spesso ha dovuto gestire, durante questi tre secoli, processi, il più delle volte, materiali e di interesse “particulare” inserendo nella sua centralità i bisogni del corpo. Ma se il piano si sposterà ben presto verso i bisogni dello spirito e dell’interiorità i processi di gestione dovranno avere una guida improntata ad un modello orizzontale con al centro il piano della cultura, basata su un neoumanesimo, appunto l’ecobioumanesimo, fonte di un nuovo paradigma: la neosolidarietà. Quest’ultima non si definisce all’interno di parametri di materia e di forma, ma nei contesti della interiorità e come conseguenza sarà obbligata ad una nuova QUAESTIO POTESTATIS.Ecco perché la Massoneria per tornare ad essere soggetto attivo di questo processo dovrà fare propria la nascita, al suo interno, di una Elite contemplativa. Il nuovo sistema sociale di tipo orizzontale dovrà essere basato su una unione delle operatività all’interno di un contesto comune, quindi non a caso uno dei concetti del nuovo potere contemplativo si incentrerà nella regolazione di questa operatività dell’agire e l’altro nella individuazione degli equilibri delle intenzioni.
La nuova autorità dovrà avere una struttura reticolare tenendo conto della sommatoria delle intelligenze distribuite presenti in ogni forma “glocale” orizzontale, una sorta di “Rete” Globale delle Soluzioni (Network Solution Global). Ecco perché in precedenza abbiamo fatto riferimento alla necessità di un equilibrio delle intenzioni, che a questo punto dovrà intervenire a pieno titolo tra le varie Unioni Globali delle Soluzioni, ovviamente il tutto sommato all’esigenza dell’eliminazione degli abusi del libero arbitrio.
Il nuovo concetto del potere, con questi suoi nuovi paradigmi, deve individuare nella Massoneria una delle maggiori spinte a vantaggio della sua edificazione ed elaborazione. In tali circostanze dovremo fare propria la teoria dell’impetus, sopra descritta. In ultima analisi vediamo quali saranno gli effetti dell’inserimento del neopotere all’interno dell’attuale “sistema glocale”, soprattutto per i tre livelli che maggiormente possono interessare la nostra realtà.
Il primo è quello europeo, dove la Massoneria non possiede una struttura orizzontale, ormai perseguita in molti altri settori dell’economia e della società. Infatti si denotano in modo molto chiaro anche gli effetti di questa mancanza, non ha una guida culturale, quindi non esiste un progetto neoumanista, tanto meno ecobioumanista, in una assenza totale di individuazione di un nuovo sistema del potere. Nel continente europeo in nessun luogo istituzionale esiste un modello di governo a struttura reticolare.
La stessa identica situazione la riscontriamo relativamente all’area geopolitica del Mediterraneo, dove l’unico embrione esistente è quello della Gran Loggia del Mediterraneo, con sede a Malta.

Nelle priorità di intervento, che riguardano ilR:.S:.A:.A:.e la Massoneria, l’ultimo livello, di certo quello più importante, riguarda il processo di governabilità planetario, il quale necessità prima di tutto di orizzontalità tra le “soluzioni glocali”, naturalmente inserite in un contesto di crescita omogeneo di tutte le macroaree geopolitiche del mondo. Il processo di governabilità planetario dovrà contenere una elevazione ed una sofisticazione dell’elaborazione, con nuovi paradigmi del potere, specifici ed unici: l’insieme dei diritti e dei doveri delle interiorità.

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