Gran Loggia di Sicilia


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La Pace e le Regole

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Il 5 novembre scorso, durante i lavori di Gran Loggia, tenuti in Convento in Sicilia, è stato eletto il nuovo Gran Maestro della Gran Loggia del Mediterraneo – Mediterranean Grand Lodge. E’ il Ven:. mo Fr:. Gaetano Consalvo, 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, Giurisdizione del Mediterraneo, Rosae Crucis Ordo.
All’atto del suo insediamento Il Ven:. Gran Maestro Gaetano Consalvo, ha indirizzato ai Fratelli presenti la Balaustra d’insediamento dal significativo titolo “La Pace e le Regole”.


A:. G:. D:. G:. A:. D:. U:.




GRAN LOGGIA DEL MEDITERRANEO



Balaustra del Gran Maestro
Gaetano Consalvo


La Pace e le Regole

Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo

Carissimi Fratelli,
assumendo con coscienza la responsabilità del ruolo affidatomi, ricordo i passi del percorso iniziato nel 1996, quando la Gran Loggia del Mediterraneo-Mediterranean Grand Lodge, venne fondata. I Gran Maestri che mi hanno preceduto non sono venuti mai meno ai principi costitutivi, e il mio impegno è di proseguire nel cammino tracciato.
Molte cose sono cambiate nell’arco di sedici anni nell’area del bacino del Mediterraneo, resta una costante la conflittualità fra le Genti, apparentemente non ci sono più Regole certe par assicurare la Pace.
Ogni società, istituzionalmente costituita, si basa su Regole codificate, il rispetto delle quali permette la convivenza di individui sostanzialmente diversi per formazione culturale e per appartenenza a ceti sociali. Alle Regole devono sottostare tutti, chi li viola automaticamente si pone al di fuori del contesto di una collettività. Con il termine “regola” si intende una norma prestabilita, per lo più codificata e coordinata con altre in un sistema organico. La Regola è, in poche parole, la norma che un gruppo sociale si dà per assicurare la sopravvivenza del gruppo e per perseguire le finalità che lo stesso ritiene preminenti.
Le Regole rendono possibile il miglioramento di una società e devono essere applicate, in caso contrario subentra il degrado dei valori che guidano l’individuo.
Sul piano internazionale le Regole che codificano i rapporti fra Paesi, si chiamano Trattati, che i Governi stipulano per fare rispettare interessi reciproci. Nell’area del Mediterraneo da tempo molte Regole sono saltate, le autonomie di diverse collettività nazionali sono state sovvertite spesso con la violenza, il più forte domina sul più debole nella logica del profitto da raggiungere con qualsiasi mezzo, senza guardare al danno che si provoca direttamente o indirettamente. Questo stato di cose non riguarda, purtroppo, solo i Paesi rivieraschi del Mediterraneo, ma è esteso globalmente. Oggi non c’è Paese che non debba fare i conti con la propria economia interna, le “rivoluzioni” improvvise non creano nuovi equilibri ma ulteriori, pesanti destabilizzazioni. Alle “primavere” annunciate seguono inverni carichi di dissesti sociali, il verbo coniugato al futuro raramente tiene conto delle difficoltà, individuali e collettive, del presente. Il quadro che si presenta è a forte tinta oscura e sembra che per la Luce non ci sia posto. Il futuro è una meta non visibile, la durata del presente è ignota. Il presente si vive male, i problemi non vengono fronteggiati se non ponendo scadenze per un “dopo” che sicuramente molti non raggiungeranno mai.
Non è una visione pessimista, quella che stiamo tracciando: è solamente una prospezione nella quale noi tutti stiamo dentro, e che ha bisogno di apporti concreti per trovare soluzioni immediate, reali e non soltanto possibilistiche.
C’è da chiedersi se in momenti di crisi, in momenti come questi che stiamo attraversando, sia utile operare come nei momenti di tranquillità, di pace. Non stiamo vivendo momenti di pace, non stiamo attraversando un periodo di serenità. Non stiamo attraversando solo un tempo di emergenza: siamo, oltre i limiti dell’emergenza. La sopravvivenza di una società che sta mantenendo sul filo del rasoio e con grande sforzo la sfera del civile, ma che può precipitare nell’abisso del degrado sia a livello individuale, sia a livello collettivo. I segnali di questo stato di cose si avvertono.
Molti Massoni oggi si chiedono: “Chi siamo, da dove veniamo. E cosa vogliamo essere?”. A domande come queste, nella situazione in cui ci troviamo, si risponde con altre domande: è opportuno filosofeggiare sui mali del mondo, teorizzare percorsi intellettuali alla ricerca della Vera Luce che possa rendere tutti migliori, esoterizzare una via al cambiamento della natura dell’Uomo che lo possa avvicinare ai suoi simili sul piano dell’amore fraterno? L’inquietudine è comprensibile: nasce da questi interrogativi, che già per la loro stessa natura sono teorici e si muovono a livelli discordanti dalla realtà. Eppure si può essere chiari:
“Chi siamo?”: Siamo Massoni.
“Da dove veniamo?”: Da una Scuola iniziatica che propugna il Bene dell’Umanità e che mira al Progresso.
“Cosa vogliamo essere?”: Quello che siamo senza mai rinnegare i nostri principi.

La realtà
L’iniziazione non fa di un profano un Massone; il riconoscimento di un grado non fa di un iniziato un Massone; un Massone è tale quando riconosce, senza alcun ausilio esterno, quali siano i suoi Doveri e li mette in pratica, sottoponendosi per attuarli anche a sacrifici (grandi o modesti) senza che alcuno gli chieda di affrontarli. Il nostro forte e radicato individualismo ci pone spesso in condizione di dimenticare, se non ignorare, le nostre Regole fondamentali. Fortunatamente c’è ancora chi non dimentica e non ignora le Regole, e quindi riesce a sopperire alle necessità generali. Ma, come abbiamo detto, lo stadio dell’emergenza è stato superato: tutti noi che facciamo parte dell’Umanità ci troviamo immersi nella fase della sopravvivenza globale e possiamo rimanere travolti da avvenimenti che non dipendono dalla nostra volontà. Nei nostri intenti non c’è posto per il pessimismo, non possiamo permettercelo: siamo Massoni e la debolezza dobbiamo essere in grado di trasformarla in forza. Siamo Massoni coscienti e consapevoli dell’attuale situazione. Siamo Massoni che non intendono far morire i Valori di una Istituzione che ha dato tanto al mondo intero. Fuori, nel mondo profano, c’è bisogno di noi. Noi stessi abbiamo bisogno del mondo profano per far notare la differenza, per riportare al loro posto le Regole disattese e cancellate. Non possiamo permetterci dubbi o inquietudini, ma dobbiamo avere proponimenti concreti per l’immediato.
Lavoriamo per questo presente in nome delle nostre Famiglie, della nostra Gente, in nome di quella “Umanità” della quale siamo parte integrante, coscienti che se si è Massoni veramente una Luce potrà illuminare il percorso accidentato che ci troviamo davanti.

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