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Sin dagli anni
della fondazione delle nostre Gran Logge – Gran Loggia di Sicilia,
Gran Loggia del Mediterraneo, Mediterranean International Grand
Lodge – che costituiscono la Base del R:.S:.A:.A:. per la
Giurisdizione Italiana, la nostra parola d’ordine è stata «dialogo»
sempre aperto con quanti ricercano la Luce, con quanti cercano la
Verità, con quanti lottano contro ogni tipo di tirannide e contro
ogni sorta di abuso dell’Uomo sull’Uomo.
«Dialogo» quale
strumento e metodo per portare chiarezza ovunque si determinano
condizioni di conflittualità.
Nell’attuale
situazione nazionale (e, in molti strati, anche a livello
internazionale) complessivamente incerta, con aspetti anche di
notevole ambiguità, l’Istituzione Massonica appare da tempo inerte
di fronte alle grandi problematiche che investono le Genti. In
Italia la Massoneria continua a mantenere il suo stato di diffusa
frammentazione, come se una “volontà” superiore le imponesse un
“confine” per limitare la sua operatività, impedendole di dare il
giusto contributo al necessario cambiamento. C’è ancora,
addirittura, chi si arroga diritti di “esclusività” sul territorio,
nulla facendo per unire, ma spesso provocando diaspore. E’ come se
una forza estranea, aliena ai principi della Tradizione Massonica,
volesse alimentare l’atomizzazione del Corpo massonico per far sì
che il fenomeno diventi irreversibile. Sono dati di fatto e non c’è
chi non noti che nessun tentativo viene portato avanti per bloccare
un inevitabile declino.
C’è chi vanta
privilegi che oggi non hanno ragione d’essere; c’è chi si adopera
per far crescere le incomprensioni; c’è chi semina odio. In Italia
l’Istituzione Massonica si è trasformata in mille fazioni le une
contro l’altro armate, disconoscendo i Valori della Fratellanza.
Se l’Ordine
Massonico naviga in brutte acque, il R:. S:. A:. A:. nel nostro
Paese non sta meglio, così come è immerso nell’incertezza: sono i
tanti i Corpi del Rito Scozzese che vantano una impossibile
legittimità, attribuendo la loro regolarità a questo, oppure a
quella “discendenza”, tutti alla sfrenata caccia di “riconoscimenti”
che ne attestino l’autenticità. Noi non critichiamo le posizioni
altrui, ma diciamo, come abbiamo sempre sostenuto per quel che ci
concerne, che la nostra è struttura di R:. S:. A:. A:.
fondamentalmente ineccepibile avendo diverse Gran Logge come
indiscutibile Base e non ritenendo indispensabile o vitale per la
propria operatività possedere questo o quell’altro riconoscimento
“esterno”, pur avendo sempre come punto di riferimento il R:. S:.
A:. A:. fondato a Charleston.
Immersi in uno
scenario siffatto ci si chiede: «A chi giova questo stato di cose? A
chi giovano queste
agitazioni insensate?». Ci si chiede anche come sia possibile non
avvertire la precarietà del momento storico che l’Umanità sta
attraversando, come è possibile non agire di conseguenza per cercare
di dare una svolta, di porre un freno alla incomunicabilità fra le
parti, e tentare di promuovere l’unione se è vero, come è vero, che
la “matrice” del nostro essere massonico è “unica”.
Tutto va in
fretta, con una velocità che scavalca gli stessi avvenimenti
determinati dall’uomo. I primi anni del Terzo Millennio hanno
portato eventi nefasti e nefandezze; hanno risvegliato i rancori
sopiti; hanno acuito le contrapposizioni. Si è sempre sull’orlo di
un baratro. Il termine «pace» ha perso il suo significato
originario, compromesso e inflazionato da quanti lo usano
strumentalmente per il raggiungimento, a tutti i livelli, di
posizioni di potere.
Riproporre il
termine «dialogo» potrebbe provocare ulteriori sospetti, mancando
quel senso di fiducia che deve essere la condizione necessaria per
ristabilire un nuovo rapporto fra le Genti. E’ vero, la fiducia è
stata costantemente tradita, non è più elemento che garantisce un
reale ed efficace scambio di idee e di proposizioni, ma se non si
ristabiliscono nuove situazioni che ricreino il sentimento della
fiducia dobbiamo essere consapevoli che il futuro si presenterà
ancora più insicuro di come possa essere oggi la realtà.
Lavoriamo nelle
nostre Camere Rituali per migliorarci e per poter modellare
attraverso verifiche ed Opere il nuovo Millennio.
Noi non siamo
nati per stare chiusi in una stanza, ma per dare idee ad una Umanità
rimasta a tutt’oggi senza reali e concreti punti di riferimento.
Non dobbiamo mai
dimenticare il valore della sacralità della vita, fulcro centrale
della nostra civiltà.
Ricostruire la
Massoneria del “Mestiere”, ma soprattutto ricostruire il “Rito”
della “Cultura”.
“Mestiere” inteso
come esecuzione di una committenza dove è data la scelta del
disegno, dei materiali, dell’esecuzione; “Cultura” intesa come
ricerca di Dio, supremazia dello Spirito, governo dell’Essenza,
elaborazione della committenza.
Raggiungere la
coscienza del “Sé” attraverso l’assimilazione della storia, della
simbologia e della ritualità, per la costruzione dell’interiore che
parte dall’obbligata osservazione del reale con occhi diversi.
Dobbiamo tendere
alla creazione di una coscienza umana la più perfetta possibile,
addivenendo al superamento dell’Io Profano con la chiara presa di
coscienza del Divino ovunque Questo si trovi.
Obbligo la
rigorosa disciplina della ricerca interiore che con la progressiva e
sequenziale penetrazione del “Segreto Iniziatico” porta alla ricerca
dell’Unico Vero Essere Supremo.
Riaprire il Libro
Sacro non secondo la luce del sole come radice del mondo fisico,
prima emanazione della giusta causa prima, ma secondo la Voce di Dio
come sole del mondo invisibile.
Riaprire il Libro
Sacro secondo i parametri delle Nozze Chimiche dove i tre livelli
sono rappresentati: dalla superficialità, come romanzo fantastico
con qualità letterarie pur tramutandone notorietà e ricordo nei
secoli; dalla satira intesa come dedica regalata ai falsi alchimisti
che consumano l’esistenza dietro miraggi non comprendendone i
significati; dall’Ascesi solo per chi sa comprenderlo e ne recepisce
così le operazioni in sequenza del “processo iniziatico”.
Quindi
reimmettere nella Massoneria Scozzese, unica erede bernardiana, la
straordinarietà della comprensione codificata del Libro Sacro,
ritornando all’alchimia etimologico-numerica, inserendo come
secondaria quella chimica.
A quei pochi
Fratelli che nel mondo hanno iniziato questo eccezionale cammino, il
nostro saluto di Scozzesi attenti, fedeli, pronti al sacrificio,
certi del trionfo dell’intreccio dei triangoli equilateri per la
perfetta stella sapientia.
Riaprire il Libro
Sacro secondo criteri di “Cultura” e non di solo “Mestiere”,
ritornare ai metodi comprensivi antecedenti al 1663, dove il Libro
Sacro era penetrato nell’invisibile e non sfogliato.
E’ per questo che
non possiamo scendere a compromessi di fronte allo scontro tra
civiltà, non ci sono soluzioni possibili da proporre a chi non
rispetta la dignità dell’Uomo.
Bisogna essere
vigili verso chi tenta di scatenare condizioni di impotenza e
umiliazione nel tentativo di provocare una resa, una sconfitta.
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