GRAN LOGGIA

DI SICILIA

RITO SCOZZESE ANTICO E ACCETTATO

GIURISDIZIONE ITALIANA


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Solstizio d'Inverno 2004

 

27 dicembre 2004

Il Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione Italiana,  ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d’Inverno alla presenza del Corpo rituale, dei Gran Maestri della Gran Loggia di Sicilia e della  Gran Loggia del Mediterraneo Salvatore Barbagallo e  Carmelo Maugeri e del Grand Maestro Vicario della Mediterranean International Grand Lodge , Di Mauro Salvatore  e dei Maestri Venerabili delle tre Gran Logge. Nel corso della celebrazione del Solstizio d’Inverno, che si è tenuta in Sicilia, a Catania, è stata data lettura del documento “Costruire il futuro per programmare l’oggi” approvato dal Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione italiana nella seduta del 3 dicembre 2004.

 

 

SOLSTIZIO D’INVERNO 2004 E:. V:.

 

INTRODUZIONE AI LAVORI

DEL GRAN MAESTRO

 DELLA GRAN LOGGIA DI SICILIA

Fr:. SALVATORE  BARBAGALLO

 

Sintesi

 

In questa tornata di Gran Loggia di Conferenza nella ricorrenza del Solstizio d’Inverno, poche parole da parte mia.

Da otto anni lavoriamo per cercare di dare un significato all’Istituzione Massonica in Italia: abbiamo  creato l’impensabile, abbiamo costruito la Piramide con un forte base e un forte Vertice. Soprattutto siamo stati i primi, nei tempi moderni, a comprendere che il futuro si chiama “Mediterraneo”, che la Sicilia può essere il centro di un nuovo divenire dell’Uomo. Il grande Goethe lo aveva compreso e scrisse nel suo “Viaggio in Italia”: “Dato il mio modo  di sentire, questo viaggio sarà salutare, anzi necessario. La Sicilia mi richiama l’Asia e l’Africa: trovarsi nel centro meraviglioso dove convergono tutti i raggi della storia universale, non è cosa da nulla”.

Noi, in Sicilia abbiamo fato nascere la Gran Loggia di Sicilia affinché costituisse le fondamenta della “Gran Loggia del Mediterraneo”. In seguito, come logica prosecuzione, abbiamo creato la Mediterranean International Grand Lodge che siede in Malta. Ci siamo mossi costantemente in una precisa linea di coerenza operativa.

Ci torna in mente quanto scritto nel primo documento divulgato dopo la nostra costituzione con Atto pubblico, nella “Lettera aperta” indirizzata a “tutti gli Uomini liberi”: “La Storia torna ad essere alleata del Mediterraneo. Il partenariato Mediterraneo può rilanciare il processo di pace coinvolgendo sempre maggiormente la società civile e lottando i fenomeni di intolleranza. La Gran Loggia del Mediterraneo può fungere da catalizzatore e moltiplicatore di iniziative e interventi di pace, ricercando con i più svariati strumenti  momenti di incontro e vegliare affinché si creino le premesse affinché i vari strati della collettività accedano ai servizi esenziali”.

Noi abbiamo creato gli strumenti per potere governare il futuro: non è cosa da poco.

 

SOLSTIZIO D’INVERNO 2004 A:. D:.

 DOCUMENTO DEL SUPREMO CONSIGLIO

 Sintesi

 COSTRUIRE IL FUTURO

 PER PROGRAMMARE L’OGGI

Il terzo millennio Massonico dell’Era Domini trova il suo inizio in un’Allocuzione dei fondamenti, la quale fa riferimento alla nuova conoscenza ed alla nuova terra.

La Massoneria del pensiero Giovanneo ha portato l’uomo a divenire persona, la Massoneria della materia, purtroppo imperante, con i suoi concetti da controiniziazione, ha portato l’uomo ad essere un semplice oggetto. La materia al potere ha prodotto il potere temporale, voluto dai nuovi dittatori clericali ed anticlericali del pianeta.

Ci fa onore appartenere all’Università della Massoneria, siamo consapevoli del compito che ci attende nella edificazione della società Ecobioumanista, nuovo modello strutturale e sociale dell’umanità del nuovo secolo.

Il  R\S\A\A\  è in itinere nell’individuare i corretti strumenti del potere speculativo per l’edificazione dell’Opera.   

Sono passati due anni dall’inaugurazione della nuova Era, avvenuta in Firenze il 22 del mese di giugno dell’Anno Domini 2002, ed il piccolo gnomo ha tentato il primo colpo per arrestare questo nostro cammino, ma la forza della Conoscenza e  dell’Amore non si possono annientare.

Il  R\S\A\A\  oggi riparte, ed al piccolo gnomo, che non ci può comprendere, perché non ha mai conosciuto il  R\S\A\A\, auguriamo con affetto che la Luce di San Giovanni Evangelista lo aiuti nel cammino verso la Decima casa.

Il nuovo Ordine Mondiale, scriveva l’Allocuzione dei fondamenti, avrà pilastri completamente nuovi: responsabilità sociale del capitale, capitalismo democratico, economia delle idee, energia H, Marte e Materia, processo Elicoidale dello Spirito e della Materia.

La rivoluzione industriale e il materiale denaro saranno dimenticati, e chi vi vorrà rimanere fedele farà la stessa fine del nostro fratello gnomo.

Nel futuro l’uomo crescerà con nuovi principi di responsabilità; la democrazia diverrà “Open Source”,  “Aperta alla sorgente”; i popoli non si unificheranno in base al territorio, ma in base alle coscienze; la giustizia non sarà più distributiva, ma contributiva; le organizzazioni dei popoli creeranno il primo Governo Mondiale Civile.

Questo linguaggio non è comprensibile al finto Massone, e non lo sarà per almeno 10 anni, però alcuni profani comprenderanno, perché per loro costruiremo un linguaggio leggibile.

La percorribilità tecnica del percorso della nuova umanità sarà evidenziata: dallo sviluppo delle Micro-Regioni nelle Macro-Regioni; dalla elaborazione di ogni forma di Bios naturale e artificiale; dalla integralità dell’uomo in ogni suo luogo di vita; dall’elevato sviluppo della conoscenza del Libro Sacro.

La supremazia del  R\S\A\A\  è data dalla consapevolezza delle sue radici, che risalgono alla profonda fede di quel libero Vescovo, indifferente ai falsi dogmi, dedito alle ricerche e agli studi iniziatici, chiamato Bernardo di Chiaravalle. Nostro Padre, quanto santo della Chiesa di Roma. Egli non cadde nel tranello tiratogli in Linguadoca, ma nello stesso momento la libertà della sua coscienza gli fece incontrare il numero d’oro, la chiave del segreto del tesoro, il codice della vita.

In quell’epoca il piano di Bernardo fu studiato talmente bene che ancora oggi vive, e prosegue nel cammino, con l’ausilio di pochi eletti divenuti tali nella ricerca e nell’incontro con la conoscenza vera e profonda, che una volta posseduta porta a Dio, il nostro Supremo Architetto.

Tutto sancito nel Libro Sacro e nella sua codificazione all’interno delle Tavole della Legge; il segreto unico dell’Essere.

Il codice del DNA, il codice dei Libri di Mosè, la Misericordia ed il Giudizio di Dio sono tutti intrecciati Elicoidalmente nell’elevato sviluppo della conoscenza del Libro Sacro. Dentro questa grandissima concezione della vita c’è il segreto Newtoniano, qualcuno più accorto potrebbe anche meglio definirlo come Leonardiano.

Comunque vada, tutti figli di Bernardo di Chiaravalle.

Newton scrisse nei suoi appunti lasciati a Cambridge, trovati ed analizzati da John Maynard Keynes: “…il codice del Libro Sacro è un crittogramma dell’Onnipotente, enigma lasciatoci dalla Divinità, l’enigma degli eventi passati e futuri già stabiliti dal Creatore …”. 

Oggi, 27 dicembre 2004 Anno Domini, vogliamo sancire un patto culturale tra  R\S\A\A\  e i figli storici della Rosa per la costruzione del doppio giglio rosacrociano. Una delle sedi privilegiate della edificazione di tutto ciò sarà la Gran Loggia del Mediterraneo. Lo scopo di tale Opera sarà quello di rialzare le colonne del Tempio di Salomone vecchio obiettivo dei figli della Rosa, obiettivo del Giglio rosacrociano, obiettivo del  R\S\A\A\.

Solo il nuovo Tempio di Salomone, profetizzato da Ezechiele, porterà all’Unità Operativa dei monoteisti. Per cui Gerusalemme dovrà divenire capitale del mondo, in quanto comune patrimonio dell’Unità monoteista, datole perché ospitante la Casa del Padre e perciò sede unica del comune dialogo con Dio.

Solo la soluzione Mediterranea può creare le condizioni per una futura governabilità dell’intero pianeta.

Non possiamo certo intraprendere la stagione dei diritti ecobioumanisti, necessari per governare il nuovo mondo, senza passare prima dalla pace monoteista. Senza la via al Supremo tracciata per questo futuro trentennio dal nostro  R\S\A\A\  non potrà esistere una completa pace. Chi distruggerà o parteciperà, anche indirettamente, alla distruzione di Gerusalemme dimostrerà di non credere in Dio, comunque lo voglia chiamare, e soprattutto si renderà fautore principe dell’amputazione della sua stessa religione.

Solo quando Gerusalemme diventerà capitale del mondo, simbolo della vissuta Unità monoteista, potremmo dire di avere messo le basi della costruzione di una convivenza dove la libertà della mente, del cuore, della ricerca dello Spirito Interiore ci farà accedere alla sintonia Divina.

Quando Gerusalemme diventerà capitale del mondo, lo Spirito prevarrà sulla materia e si renderanno concrete le affermazioni del maestro Pitagora: lasciato il corpo, saliremo all’etere, diverremo immortali, incorruttibili, invulnerabili. Sarà l’applicazione della nascosta dottrina dei Maestri Giovannei che porterà all’Unione monoteista, in quel momento il  R\S\A\A\  diverrà conduttore di un processo di nuova democratizzazione del pianeta, basato sull’apertura alla sorgente, dove il principio diverrà parametro di governo, dove la tecnica diverrà ausilio del principio, e dove l’uomo detterà, in tempo reale, il principio alla sua autorità, tutto ciò con l’ausilio della super modernità.

Filippo il Bello al termine del suo progetto di conquista del potere templare, accecato dal possesso della materia a lui particolarmente piacente, con il determinante aiuto del servo papa, non si accorse che il nostro Fratello Giacomo di Molay, scegliendo il momentaneo e falso rinnegamento del templarismo, né stabilì il suo futuro. Infatti fu proprio Giacomo di Molay dal carcere a dare il via all’organizzazione dei Fratelli, formò la Massoneria Scozzese con quattro logge metropolitane: Napoli per l’Oriente, Edimburgo per l’Occidente, Stoccolma per il Nord, Parigi per il Sud.

E’ proprio questo che la massoneria profana della controiniziazione oggi molto presente non ha compreso e non comprenderà mai.

La Massoneria è Universale solo quando riconosce la presenza dell’Essenza, della Spiritualità,  dell’Anima, del Supremo, dell’Onnipotente, di Dio.

Oggi esiste, anche, una massoneria dove la squadra è sempre sopra il compasso e per questo non potrà mai produrre il nuovo progresso, perché capace di dividersi solo le spoglie del vecchio. 

Il  R\S\A\A\  definendo i modelli del nuovo Ordine Mondiale formerà i parametri che nel corso dei processi decisionali potranno cambiare i valori individuali, mediante interventi di partecipazione comprensivi di assoluto tempismo reale, permettendo all’Autorità, nell’itinere decisionale, di modificare le scelte. L’Autorità diverrà solo garante del termine ultimo del momento decisionale, il quale verrà stabilito all’atto della partenza del processo stesso. Sta in questa apertura alla sorgente il segreto della salvaguardia di un governo basato sulle diversità.

Queste ultime diverranno elemento sostanziale di una nuova civiltà cosmopolita, e la si potrà affermare solo quando gli uomini toccheranno realmente la presenza di simboli comuni di garanzia delle  diversità: Gerusalemme capitale spirituale del mondo.

Finalmente avremo uno stato umanitario di natura, in base al quale gli uomini deterranno diritti naturali, prima ancora dei diritti normativi della società. Una struttura dell’organizzazione della convivenza basata su un primo grande requisito, la giustizia dell’Essere. Quest’ultima, però, per affermarsi dovrà poggiarsi su dei sistemi di pensiero aventi come primo requisito quello della verità.

Ecco alcuni dei passi essenziali per la edificazione della società ecobioumanista.

Tutto ciò non può prescindere dall’immortalità dello Spirito, sancita da Dio, confermata da alcuni uomini, realizzata tramite l’ideale UNITIVO, utile a far comprendere la trasformazione in eterno delle azioni, dei pensieri, delle funzioni, sapendo di essere finiti e transitori nel corpo, il quale non possiede il libero arbitrio, infiniti nello Spirito, il quale possedendo il libero arbitrio addiviene all’Unione con il Divino. Comprendendo questo si prende possesso della Spiritualità Reale.

Questo è il momento della consapevolezza della funzione di eternità, che solo il vero Massone può estrapolare dal Salmo di Asaf, il quale afferma: <<Dio si alza nell’assemblea divina e giudica in mezzo agli dèi: Io ho detto: “Voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo.” Eppure come ogni uomo, cadrete come tutti i potenti.>>

Solo consapevoli di ciò possiamo serenamente affrontare la nostra Opera, dove dovremo incontrare e far incontrare la dignità, la conoscenza, la trascendenza, le nuove scoperte, le nuove scienze, il nuovo Ordine Mondiale.

Ricordiamoci sempre che tutto ciò durerà molto di più della transitorietà del tempo di un uomo.

Questi valori intrinseci dell’Ecobioumanesimo, per il risultato intellettuale del processo di trasformazione, sono diretta conseguenza di una elaborazione FRONESOFICA (da Fronesi=Saggezza e da SOPHIA=Sapienza), poggiata su un modello Bioumanista di in-nesto e co-nesto dove il Bios naturale ed il Bios artificiale possano essere manipolati senza interrompere la propria, come l’altrui, specifica natura, e come nello stesso tempo debba essere poggiato sul modello Ecoumanista, dove l’altro uomo è sempre uguale, diverso, superiore; il tutto nella libera scelta del suo habitat genealogico e del suo libero arbitrio.

Il  R\S\A\A\  vive per il progresso dell’Umanità ed intorno a questo progetto ha costruito tutta la sua esistenza. Proprio per questo dobbiamo essere profondamente consapevoli, che tutti gli uomini non sono dediti al bene comune del progresso, non tutti gli uomini amano gli altri o accettano la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza. L’uomo spesso sceglie la materia, la idolatra, ne diviene schiavo al pari di un tossicodipendente. In questo momento esistono uomini che desiderano solo il dominio, puro e semplice senza nessun tipo di obiettivo, solo il dominio.

Noi non crediamo allo scontro tra civiltà, riteniamo che oggi sia presente solo uno scontro interno alle civiltà per la conquista della loro esclusiva supremazia, tramite l’ausilio delle trasversali alleanze, vera fonte dell’attuale conflitto. Quest’ultimo è stato creato artificialmente, anche con profondi lutti, che però non hanno e non colpiscono mai gli attori, ma per costoro un calcolo presto non tornerà, perché sarà proprio in questa faziosa divisione tra queste due civiltà che si affermerà la momentanea irreversibile supremazia di una terza.

La guerra ottiene sempre il risultato di azzerare lo status pre-conflittuale, molte volte ha una funzione di porre in sostanziale uguaglianza gli individui, o le parti all’interno della stessa fazione. In caso di vittoria, i vantaggi vengono sfruttati da tutti gli aventi parte, come nella situazione di sconfitta la diffusa perdita è per tutti.

Ci sono regioni ricche divenute povere e viceversa.

Ci sono imperi consolidati svaniti nel nulla. Ci sono vincitori che non avendo saputo sfruttare la situazione si sono tramutati in sconfitti, e ci sono sconfitti che invece sono divenuti vincitori. La guerra trasforma l’uomo facendolo passare dall’ignoto della sopravvivenza, e spesso ciò che era non lo ritrova più e ciò che sarà non l’aveva mai visto.

I nostri Fratelli del Supremo Consiglio Madre di Washington potranno contare sempre su di noi figli di quello Stefano Morin loro capo stipite.

I nostri Fratelli del Supremo Consiglio Madre di Washington debbono sapere che noi riteniamo la loro posizione in pericolo; in quanto l’Europa per ora non li sostiene e la Cina non li amerà mai.          

Il boom economico cinese è stato costruito nel tempo, e soprattutto è stato costruito nella cultura, la quale ha forgiato i suoi governi pur mantenendoli lontani dalla democrazia e dai diritti dell’uomo; se si è capaci di massacrare i propri figli cosa si può fare ai propri antagonisti? 

Per cui credere di poter concorrere correttamente contro il loro espansionismo capitalista, con le sole forze dei nostri vecchi ed inalienabili diritti occidentali, ci porterà solo alla sconfitta.

La certezza dell’indebolimento economico della moneta, obiettivo comune nel pacifico, è solo forza espansionista per la cultura cinese. La certezza della forza produttiva a media tecnologia in partnership europea è solo forza per la cultura cinese.

La loro attuale modernizzazione è iniziata nel lontano 1978 con l’applicazione di due fasi:

1.  la creazione di un sistema economico ed industriale indipendente e relativamente completo;

2.  la realizzazione, prima della fine del ‘900, della modernizzazione dell’industria, dell’agricoltura, delle scienze, delle tecniche e della difesa

Nel 1979 furono create le zone economiche speciali e nel 1986 in 7 di queste si permise la creazione di società di capitali a partecipazione straniera. La prima parte di questo sviluppo è stata effettuata con prevalenza di capitali stranieri sinici, provenienti dai cinesi all’estero.

La seconda parte di questo sviluppo è stata effettuata con prevalenza di azioni economiche calibrate e studiate su sistemi informativi e strategici provenienti dai sinici all’estero. Questa è un’operazione che nasce dai documenti programmatici di Zhou Enlai e la funzione dei cinesi all’estero è stata migliore di quella degli ebrei per Israele.

Questa è la terza civiltà. Nessuno oggi può immaginare come sarà la sua posizione, la sua economia, la sua vita, la vivibilità della sua etnia al termine dell’attuale conflitto internazionale.

Possiamo ora dare solo il meglio di noi stessi, per creare le condizioni, del domani, di poter costruire quel progresso ecobioumanista frutto di quella Università della Massoneria che è il  R\S\A\A\, a cui stiamo dando e soprattutto daremo il massimo di noi stessi.

Dall’Unione del  R\S\A\A\  la base culturale e speculare del Nuovo Ordine Mondiale.

DAL BUIO ALLA LUCE

DALLA MORTE ALLA RINASCITA

  

Ci avviamo al quinto anno del Terzo Millennio e molte speranze alimentate alla fine del secolo scorso sono sfiorite, altre ancora sopravvivono, ma appaiono come tenue fiammelle che corrono il rischio di spegnersi, vinte da tempeste impetuose che nulla risparmiano. I positivi cambiamenti che l’Umanità si attendeva con la nuova Era non si sono verificati, i princìpi che continuano a reggere gli Uomini di buona volontà devono essere difesi da eventi che tutto vorrebbero travolgere nel segno di strumentali integralismi. Fin troppo inflazionata, la parola “pace” perde ogni giorno significato e forza: mistificazioni e ambiguità sovrastano i residui tentativi per portare serenità nei luoghi delle guerre note e nei luoghi delle guerre dimenticate, Gli assetti socio-politico-economici sono in un una evoluzione talmente veloce che non è possibile vedere con chiarezza il mutamento in corso. Mentre si cerca con enormi sacrifici di portare la democrazia fra genti che hanno vissuto sotto terribili tirannie, pochi si accorgono dell’attacco che quotidianamente viene sferrato alla Civiltà: ogni giorno si perde qualcosa d’importante, ma nessuno lancia allarmi. C’è chi cerca di mantenere un potere che non ha più ragione d’essere: i parametri di valutazione sono saltati, e pur tuttavia gli egoismi e il pressappochismo permangono radicati, anche se il terreno dove allignano visibilmente si sgretola sempre maggiormente. Apparentemente non c’è voglia di cambiare pagina, tutti sopraffatti dalle necessità del contingente, dalle necessità di una sopravvivenza esistenziale che, in queste condizioni, non può comunque presentare alcuna prospettiva. Ci si illude che “qualcuno” possa essere in grado di frenare questa invadente follia e si delega ad altri, con grande superficialità, l’applicazione dei “doveri” che ogni individuo ha verso se stesso e verso i suoi simili, nell’illusione che questa delega possa essere ben amministrata. Così non è. Il disimpegno individuale o collettivo non ha mai prodotto nulla di positivo, ma provoca inevitabilmente l’imbarbarimento progressivo della società. 

In questo scenario, non certo rassicurante, c’è la nostra presenza: una presenza attiva con diverse funzioni. Siamo da una parte le attente “sentinelle” che segnalano i pericoli incombenti; dall’altra parte siamo i “custodi” di valori che in molti vorrebbero cancellare; dall’altra parte, ancora, siamo coloro che, nella mai interrotta linea di coerenza e costanza, tracciamo programmi per coloro che sono animati, nonostante tutto, di uno spirito di rivalsa mirato a riequilibrare gli scompensi che si vengono a determinare continuamente.

Appare evidente, dunque, che non possiamo limitarci ad operare affinché nell’oggi i conti tornino, tenuto conto che nell’attimo in cui possiamo adoperarci per frenare un qualsiasi evento negativo, l’evento stesso è stato già superato da nuovi accadimenti probabilmente più gravi e pesanti. Il nostro lavoro, quindi, è proiettato in avanti, molto in avanti affinché tutti noi possiamo essere pronti ad alzare i necessari e indispensabili baluardi per bloccare la marea che sale, che tende a coprire ogni cosa al suo passaggio. 

Non è lavoro facile, il nostro; è un lavoro che, spesso, non è compreso da tutti perché difficilmente accessibile se non si hanno, come bagaglio personale e collettivo, esperienze vissute e conoscenza, tanta conoscenza intesa non solo come livello culturale ma, soprattutto, intesa come massa di informazione raccolta, analizzata e catalogata sistematicamente nel corso degli anni.

Noi ci muoviamo dal passato al futuro per vivere il presente cercando di portare beneficio a quella Umanità alla quale noi ci rivolgiamo per proteggerla dai mali visibili e occulti. Non possiamo ignorare che l’Uomo è sempre in cerca di opportunità, a qualsiasi livello, nel bene e nel male. Anche noi cerchiamo “opportunità”, ma è il senso dei valori di cui siamo portatori che ci distingue da quanti agiscono egoisticamente, alla perenne ricerca o al mantenimento di un potere teso esclusivamente a sovrastare il proprio simile, a ricavare un utile personale o di casta. Là dove esiste la sofferenza dell’Uomo provocata dall’uomo, la Massoneria ha agito per cambiare quel mondo di solitudine, di dolore, di povertà e di oppressione che, spesso, per tanti popoli ha significato una vita d’inferno. L’universalità della Massoneria ci permette di osservare ciò che ci circonda senza limiti, senza confini e senza frontiere.

I tempi che viviamo richiedono chiarezza di idee e capacità di percepire i segnali che esprimono le attese (consce e inconsce) degli Uomini, perché sono le più autentiche generatrice del malessere complessivo che viene strumentalizzato per accrescere gli odi, per opporre tutto contro tutti, in un clima di profonda degenerazione. Quando queste attese si identificano con bisogni materiali insopprimibili e legittimi desideri d libertà e di democrazia, se non trovano vie di sbocco provocano pericolose radicalizzazioni difficili da governare. Quando sulla solidarietà prevale l’arbitrio e l’arroganza, il margine che resta alla speranza di un cambiamento positivo si restringe paurosamente. Le lacerazioni esistenti all’interno di molti Stati forse possono ancora essere ricucite, ma è necessario riportare ad ogni passo l’uso della ragione; è necessario ripristinare le regole di una civile convivenza. Viviamo un periodo di profonda insicurezza e di incertezza, dobbiamo ridare la fiducia nel domani.

I buoni propositi non sono più sufficienti: al tempo delle utopie dobbiamo contrapporre il tempo delle azioni concrete: fare ciò che è possibile e anche di più, assumendo a livello individuale e collettivo ogni responsabilità che i nostri ruoli comportano: è la funzione che noi, tutti noi appartenenti al R:.S:.A:.A:. dobbiamo assolvere con impegno e sacrificio.

Celebrando questo Solstizio d’Inverno nel solco della millenaria tradizione ricordiamo il suo simbolismo. In un antichissimo rituale si legge: “Il Sole, simbolo visibile dello spirito, si è ritirato nelle caverne del Settentrione. Le giornate si sono accorciate e allungate le notti. Il dolore è nelle nostre anime perché il Sole è calore, è vita, è luce.  Il nostro dolore è temperato dalla certezza che il Sole, dopo la sua annuale discesa agli Inferi, risalirà allo Zenit della nostra coscienza. Così lo spirito dell’Uomo, dopo aver dormito nella misteriosa tomba di Saturno, vegliato dai neri corvi della morte, risorgerà a nuova vita. E’ proprio in questa fase di solitudine e di tristezza che l’Uomo deve riaffermare la sua indipendenza. Dal buio alla Luce, dalla morte alla Rinascita: le tenebre saranno sconfitte”.  

 

SOLSTIZIO D’INVERNO 2004 E:. V:.

  

BALAUSTRA DEL VEN:.MO GRAN MAESTRO

DELLA GRAN LOGGIA DEL MEDITERRANEO

Fr:. CARMELO MAUGERI

 

Sintesi

I TEMPI DELLA MASSONERIA

 

I tempi della Massoneria non si contano in giorni, in mesi o in anni: i tempi della Massoneria si misurano con ciò che la Massoneria riesce a fare per il miglioramento di quella Umanità alla quale si è vocata da sempre, sin da quando cioè esiste l’Uomo e la collettività nella quale l’Uomo vive.

Quando nel 1996 gli Anziani di questa struttura ebbero la felice intuizione – nata dalle ceneri delle speranze disattese di vedere unito il Corpo massonico nazionale – di creare la Gran Loggia di Sicilia quale base indispensabile e fondamentale per la costituzione della Gran Loggia del Mediterraneo eravamo pienamente consapevoli della responsabilità che ci assumevamo; eravamo pienamente consapevoli dell’enorme carico che stavamo per porre sulle nostre spalle; eravamo pienamente consapevoli che quella era la strada giusta, la strada Maestra, l’unica strada percorribile per raggiungere un obiettivo di unione fra i popoli non solo di questa area, ma di tutto il mondo. 

Negli Anni Novanta (ma le cose non sono cambiate) la Massoneria nazionale e quella internazionale si è occupata di questioni di “normale consuetudine”, senza riuscire (così come accade, purtroppo, ancora oggi) a uscire da schemi stereotipati, senza riuscire a programmare una linea di conduzione comune in grado di determinare un vero “orizzonte di senso”. La Massoneria ì  stata trasformata, nel migliore dei casi, in una sorta di sodalizio, un luogo d’incontro più o meno conviviale di ”amici” e conoscenti, dove nulla si è costruito di concreto per il Bene dell’Umanità o per “scavare profonde prigioni al vizio”. 

Negli ultimi anni del secolo scorso, nonostante tutto, si sono accese nuove speranze: molti ritenevano che il Terzo Millennio, sin dal suo esordio, potesse portare prospettive nelle quali incanalare le variegate attese e aspirazioni, come se la manna dovesse cadere dal cielo, regalata, senza che costasse impegno e fatica. Queste speranze in un “dopo” che nessuno si è adoperato a costruire, inevitabilmente sono appassite e il dono della Luce che molti pretendevano di ricevere solo perché “iscritti” alla Massoneria non è stato recapito.

Noi, dopo avere istituzionalizzato il progetto “esecutivo” della costruzione della base della Piramide, abbiamo proseguito nel nostro lavoro, utilizzando tutte le energie delle quali siamo stati in possesso, ponendo in quasi un decennio i Vertici mondiali della Massoneria nelle condizioni di utilizzare gli strumenti da noi creati, gli unici possibili in grado di ricreare le condizioni di armonia affinché il mondo possa aprirsi a scenari di pace e giustizia.

Non è cosa da poco quanto abbiamo fatto e continuiamo a fare, anche se non tutti oggi possono comprenderne la portata, il significato e la valenza di questo lavoro.

Da qualche anno a questa parte nel mondo profano molti hanno preso a interessarsi del Mediterraneo: politici, industriali, centri culturali (o pseudo tali) hanno animato convegni e dibattiti, con obiettivi mirati quali l’accrescimento delle ricchezze o del potere di controllo di una o di un’altra parte. L’area dei Paesi del Mediterraneo può costituire, infatti, uno degli snodi commerciali più importanti del mondo. Quanti si muovono in questa direzione stanno “scoprendo” l’acqua calda, ma sono ciechi perché non tengono nel debito conto le realtà attuali dei singoli Paesi, non tengono conto della storia, né della cultura millenaria, e hanno dimenticato che il Mediterraneo è stato la culla della Civiltà dell’Occidente che, nel passato, ha tenuto costantemente nel debito conto la cultura orientale. La miopia non porterà a nulla di buono, in quanto guardando a questa area solo con l’interesse di possibili sfruttamenti di natura economica non considerano le ragioni di una necessaria e pacifica convivenza fra le genti che è ancora tutta da costruire. 

Il momento storico che stiamo attraversando è, dunque, estremamente delicato e richiede l’impegno di ogni singolo Massone, l’impegno di tutta l’Istituzione Massonica sotto la guida del R:. S:. A:. A:. .

Noi abbiamo creato gli strumenti necessari, e siamo disposti a metterli nelle giuste mani. Noi continueremo nel nostro lavoro, attenti e vigili che la Strada Maestra non venga smarrita o strumentalizzata per altri fini. Questo è il compito che ci siamo assunti nel 1996, questo è il compito del futuro per potere vivere in piena coscienza i Doveri dell’oggi.

 

SOLSTIZIO D’INVERNO 2004 E:. V:.

 

BALAUSTRA 

DEL VEN:.MO GRAN MAESTRO  VICARIO

Di Mauro Salvatore

 

ESSERE MASSONI OGGI

 

Anni addietro, dando il saluto a un neofita appena iniziato, un nostro carissimo Fratello si chiedeva con quale animo un profano venisse a bussare alla porta del Tempio, quali motivi lo avessero spinto a sottoscrivere la richiesta rituale, con quale grado di “conoscenza” si avvicinasse alla Istituzione e, alla fine, cosa si aspettasse dalla Istituzione. Il nostro Fratello si era posto le domande, ma non aveva voluto dare risposte affinché ognuno di noi potesse riflettere. Io sono fermamente convinto che se ognuno di noi dovesse sinceramente dare una risposta a tali quesiti fornirebbe spiegazioni di natura diversa. C’è da dire, però,  che un conto sono le risposte che si possono dare un profano, un altro conto le risposte che si possono dare un iniziato ma, in ogni modo, qualsiasi tipo di risposta trova la sua ragione d’essere in base a ciò che si conosce, se si è profani, o in base alla consapevolezza che si è riusciti a maturare, se si è iniziati.

A mio avviso, per noi iniziati, la domanda “Cosa è per ognuno di noi la Massoneria” si deve inevitabilmente coniugare con l’altra, “Cosa significa per noi essere Massoni” anche in rapporto ai tempi attuali, nella società e nel contesto sociale in cui ognuno di noi vie ed opera.

La risposta più immediata (e apparentemente semplice) e che ognuno di noi spera che attraverso gli strumenti di studio che la Massoneria mette a disposizione di tutti, si possa conquistare una interiore libertà che possa essere il supporto indispensabile per potere agire, e quindi incidere, nel tessuto sociale per contribuire, di conseguenza, al mantenimento e al progredire della Civiltà.

Questa premessa è il contenuto di questa Balaustra che rivolgo ai più giovani che siedono fra noi per far comprendere loro che ognuno di noi si trasforma, maturando la propria esperienza dentro il Tempio, in uno strumento della Istituzione il cui scopo principale era, è, e sarà il Bene e il progresso dell’Umanità.

Condivido il pensiero che uno studioso, Roberto Vacca, espresse tanti anni addietro: “Se proviamo ad analizzare lo sviluppo di qualunque tipo di cultura in un Paese o in un Continente possiamo fare poco più che dire quando è cominciato un certo sviluppo culturale, quali persone notevoli vi parteciparono, da dove venivano, quando seguaci ebbero con gente di altra origine e come si influenzarono a vicenda. Non sapremmo definire, però, una catena di cause ed effetti che possa descrivere i vari meccanismi dello sviluppo”. Vacca era uno studioso, non un massone (per quel che è noto) e nella sua analisi non poteva andare oltre. Noi Massoni abbiamo altri strumenti per analizzare lo svolgersi degli avvenimenti, tenuto conto che – nel bene e nel male – molti degli accadimenti che si verificano nel mondo li governiamo, se non li determiniamo già all’origine.

L’Istituzione Massonica è soprattutto una Scuola che prepara i suoi Uomini a misurarsi in ogni tipo di situazione: è il “fattore-Uomo” la chiave di volta della Massoneria.

Cosa significa essere “Uomini liberi e di buoni costumi” in un mondo che sembra precipitare nel baratro più profondo?

Ci accorgiamo che la società è in mutazione solamente quando ci rendiamo conto che lo stesso progresso tecnologico ha superato le capacità dell’uomo-medio, che si ritrova completamente impreparato ad affrontare una esistenza dove non c’è più la sicurezza delle regole poiché quelle che hanno costituito le basi della convivenza civile non vengono più rispettate. Oggi il sociale sta subendo una discontinuità provocata dalla caduta dei valori, che andranno inesorabilmente verso l’estinzione se non si pone un freno e se non si ha la capacità di sostituirli con “altri” valori che possano essere in grado di fare rispettare il vivere civile.-

La nostra Scuola, nel rispetto della Tradizione, pone il neofita al centro dell’attenzione, cercando di dargli gli strumenti di una crescita che non può più rispettare i canoni temporali. Il neofita non viene tenuto nell’isolamento, ma viene seguito attentamente affinché acceleri il processo del suo apprendimento e prenda coscienza e conoscenza dei suoi Doveri per potere operare al pari dei Fratelli che lo circondano.

Oggi io ricopro la carica di Gran Maestro della “Mediterranean International Grand Lodge” che siede in Malta, la più recente struttura nata dalla volontà dei Fratelli siciliani per incentivare da una piattaforma avanzata il programma di raccordo fra i Fratelli dei Paesi del Mediterraneo, l’Europa e il resto del mondo. Io sono uno “strumento” dell’Istituzione Massonica che riesce sempre a vedere “oltre” e “al di là” del contingente.

Ogni bilancia ha due piatti: per l’Istituzione Massonica da una parte c’è l’esoterismo, dall’altra l’operatività. In tempi normali i due piatti della bilancia stanno in perfetto equilibrio, ma quando si è in periodi di emergenza allora il piatto dove è posta l’operatività ha più peso. Ormai da anni siamo in piena emergenza e la responsabilità che noi abbiamo è enorme se rapportata a questo momento di lunga transizione dove la trama sociale si sta progressivamente lacerando. Noi oggi costituiamo forse l’unico punto di riferimento certo, ma i “modelli” di una nuova Civiltà che accomuni tutti devono essere costruiti attimo per attimo. Ai neofiti, ai Fratelli che ancora devono impegnarsi in maniera opportuna, noi ricordiamo, nell’azione, le quattro Virtù Cardinali, Prudenza, Temperanza, Giustizia e Forza.

 

 

          

 

 

 

 

 

 

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