Solstizio d'Inverno 2006

A:.U:.T:.O:.S:.A:.G:.
RITO SCOZZESE ANTICO E ACCETTATO
GIURISDIZIONE ITALIANA
DAL CONVENTO
RISERVATO TENUTO AD ATENE IN OCCASIONE DEL SOLSTIZIO D’INVERNO, 27
DICEMBRE 2006 A:. D:. E DIRAMATO DALL’ITALIA IL 13 FEBBRAIO 2007 A:. D:.
UNA DELLE EUROPA
Chi si
attende da questa Allocuzione la prosecuzione visibile della “Rerum
Novarum Orbis” non conosce la differenza tra iniziazione a schema
platonico e iniziazione a schema pitagorico.
La
Massoneria di R\S\A\A\,
di cui noi siamo una luce, con questa Orazione di Ponte farà selezione,
definendo ed approfittando di un ulteriore stadio, di quel percorso
quinquennale, che metterà le basi per la modifica di tutto ciò che è
visibile.
La crisi
profonda che investe le varie “Comunioni Massoniche Azzurre” d’Italia è
talmente vasta da impedire ogni forma di elevazione o semplice
restaurazione di Colonne, almeno sino al termine del prossimo conflitto
internazionale a largo teatro. L’Italia non ha alcuna possibilità di
sfilarsi da questo brutto braccio di ferro ed avendo commesso il
grandissimo errore di non essersi inscritta a nessuna delle coalizioni in
competizione, oggi è divenuta territorio di quel teatro sopra descritto,
sperando che il perpetuarsi della sua insipienza, addirittura, non la
faccia scivolare all’interno dello stesso palcoscenico.
Queste
Nostre dure e chiare affermazioni sono dettate dalla consapevolezza della
presenza, nel nostro Paese, di forze centrifughe straniere tendenti, anche
se non coincidenti, alla divisione giuridica dell’Italia, secondo criteri
e parametri pre-1860. Abbiamo preso coscienza di ciò già dal secondo
semestre dell’Anno Domini 2006 ed è per questo che la presente Allocuzione
ha tardato nella sua annunciata uscita.
Siamo di
fronte ad una vera e propria controunificazione della nostra Penisola.
Tutti i
nostri passati appelli Massonici sono stati vani per frenare questa deriva
e i risultati presto non si faranno attendere dandoci ampiamente ragione,
come già accaduto a suo tempo, pur avendo preferito il contrario per il
bene delle nostre generazioni. Siamo, altresì, consapevoli che comunque un
ulteriore tentativo debba essere consumato, ma non potendo più confidare
su gran parte dei vertici delle “Comunioni Massoniche Azzurre” presto ci
attiveremo per interfacciarle con sistemi di microchirurgia. Ovviamente
rimarremo sempre con un unico punto di riferimento: il Supremo Consiglio
Madre del R\S\A\A\
di Washington.
Questa
Nostra Allocuzione non può certo fermarsi alla fotografia del visibile:
l’affetto che ci lega alla Massoneria Italiana è molto alto e ci impedisce
ogni forma di posizione attendista, soprattutto adesso. Continuare a
disegnare il futuro per noi è imperativo, altrimenti cadremmo nell’errore
di vivere solo per il presente e consegnare le Nostre vite non alla
Storia, ma agli scarti organici urbani.
Alcuni
occidentali, proprio quelli che hanno deciso realmente del conflitto
iracheno al fresco vento dei Pirenei, ritengono di essere ad un passo
dalla conquista del potere mondiale assoluto, tramite l’avvento di una
“dittatura sofisticata” basata sulla comunicazione televisiva digitale e
satellitare a sistema interattivo. Essi stanno falsamente rinnegando,
durante il cambio reale della guardia, la legittimità dell’ufficiale da
sostituire per potersi dimostrare innovativi, ma presto, quando
l’operazione sarà felicemente conclusa, li vedremo sorridenti riprendere
il loro posto di abietti conservatori del vecchio potere settecentesco.
Cercheranno con ogni mezzo di concludere l’ultimo capitolo della
commonwealthizzazione dell’intero pianeta.
Ma questa
loro dittatura, per potersi mantenere in piedi nell’economia, sarà
obbligata a trasformare i valori dell’uomo in gusti dell’uomo, tentando di
portare ben due generazioni alla distruzione spirituale. Un disfacimento
che, però, provocherà anche la caduta del loro stesso impero, proprio come
accadde agli antichi romani. Ma, d’altra parte, poco più ci possiamo
aspettare da chi non ne ha mai voluto studiare la storia.
I
“provetti dittatori” - tra l’altro alcuni si definiscono pure Massoni -
non si renderanno conto quando il loro potere gli scivolerà via dalle
mani, non certo per mancata o trasferita proprietà, ma in virtù del suo
mero e semplice sgonfiamento. Quindi il loro tanto decantato sistema di
dominio post imperiale, composto dall’insieme dei “siti strategici di
via”, si rivelerà semplicemente una ulteriore catastrofe. Certo non meglio
andrà all’attuale potere imperiale che, nel solo giro di due anni, ha
scambiato un “partner strategico”, considerato importante per decenni, in
un suo “concorrente strategico”.
Come,
però avevamo annunciato due anni fa, la posizione vincente sarà di coloro
che fuori dal sistema occidentale stanno adottando, con ampio successo, il
“Gioco del Go”, una strategia combinata astratta per attori collegati
occultamente, dove “B” crea volontariamente “C” in modo da
conflittualizzarlo come soggetto di scontro con “A”, il suo vero e mirato
avversario.
A questo
punto dovremo dire, ma l’Iraq, o signori dei Pirenei, ancora non vi ha
insegnato nulla?
Considerato tutto ciò, non casualmente abbiamo una sola via d’uscita per
poter continuare a pensare al futuro in modo positivo: UNA EUROPA.
L’Europa,
secondo il pensiero comune imperante, è l’insieme di un certo numero di
Nazioni, ma se veramente fosse così allora sarebbe già fatta, per lo meno
in gran parte, comprese le sue Costituzioni. Purtroppo dobbiamo
riscontrare che così non è.
Illustrissimi Sovrani Grandi Ispettori: l’Europa è un’altra cosa,
incompresa ai suoi pseudo-governanti, solo Noi siamo convinti di avere la
soluzione per poter partecipare al suo vero ritorno in auge, ad un patto
però: solo se sarà costruita come sè stessa e non come i suoi specchi.
Un Europeo
è colui che desidera vivere una vita personale, da soggetto, da io, da
noi, se vivente in comunità.
L’Europeo
può vivere solo entro una socialità ben definita con forme diverse e/o
articolate, ma sempre definite.
Per
l’Europeo la vita è quella dove si è capaci di uno scopo, rivolto sempre e
comunque alla produzione di una propria formazione spirituale, quindi per
l’Europeo non esiste solo una vita fisiologica. Una vita così, oltre la
fisiologicità, crea una cultura nell’unità di sè stesso e degli altri, o
degli altri intesi solo come dei sè stessi, arrivando sempre e comunque a
possedere nella sua interiorità una chiara storicità. Per l’Europeo è
questa storicità del sè stesso che lo fa incontrare con la sua anima,
facendogli costruire una vita a pieno contatto con la scienza dello
Spirito.
Oggi,
purtroppo, l’Europa è fondata solo sulle scienze della Natura e non anche
su quelle dello Spirito. Avendo solo queste scienze gli Europei stanno
degenerando, essi tramite la fisica, la matematica, la medicina, la
chimica, le terapie naturalistiche, esercitano da molti decenni solo le
funzioni della loro sfera materiale e quando soccorrono, anche nella
socialità, creano e curano solo la materia. Ma l’Europeo, come abbiamo
precedentemente scritto, è prima di tutto vita interiore ed è proprio qui
che nasce il suo senso dell’appartenenza. Non a caso, nel resto del
Pianeta, l’Europa viene ancora chiamata “il primo mondo”, quando da tempo
ormai non è più la prima economia della Terra.
Ma
torniamo alle scienze Naturali, alle matematiche esatte: queste
abbracciano le infinità, insegnano a spiegare tutte le concezioni in base
all’essere l’ultima, insegnano delle apparizioni dei fatti come dei dati
anticipanti le possibilità e le probabilità future della materia, insomma
adoperano sempre e comunque un metodo empirico.
Invece
l’Europa Spirituale, rientrando nelle necessità di poter accedere alle
scienze dello Spirito, va inserita in una storia dello Spirito fatta di
metodi diversi.
Dobbiamo
essere consapevoli che sono stati i legami operativi di ogni forma di
unità sociale che hanno dato luogo all’Europa. Se non fosse stato così le
due guerre mondiali non avrebbero prodotto l’esperimento giuridico
dell’Unione Europea, ma avrebbero perpetuato solo gli Stati Nazionali per
la ovvia impossibilità al superamento delle rovine.
Allora
prendiamo atto che l’Europa non è una formula geografica, ma è
soprattutto un’entità antropologico-spirituale. L’Europa non è l’Europa,
ma è gli Europei.
Tutto ciò
è nato perché i legami operativi delle unità sociali Europee si sono
vissuti nella storia, nella libera costruzione della propria esistenza, in
base alle idee della ragione ed a compiti definiti, intesi come i finiti
superati e superabili. Questi hanno la loro origine obbligata nelle
connessioni spirituali che fluiscono l’uno nell’altro, come nell’uno e nel
diverso. Sono le affinità delle connessioni vissute in comunione che hanno
costruito la coscienza Europea della nostra appartenenza.
E’ per
questo che noi sentiamo nella nostra Umanità europea, intesa come unità
delle unità sociali, il senso di uno sviluppo verso una forma di vita e di
Essere, la quale costituisce “l’Eterno Polo Ideale” dell’Europa.
Ecco
perché le Nazioni Europee pur antagoniste, e talvolta durante la storia,
anche recentissima, molto nemiche, non sono una zoologia di popoli, bensì
ne sono l’unità spirituale. E’ per questo che si può ancora costruire il
Grande Continente dopo le atroci due superguerre.
Finalmente
non è solo la paura, o l’empatia, ad unire, ma anche lo Spirito.
L’Umanità
Europea, in quanto prima al mondo, più delle altre si basa, nella sua
formazione, sulla psiche e non sul territorio, è proprio per questo che
l’Umanità non può mai essere statica, ma sempre dinamica. L’Umanità non
potrà mai ripetersi, e non essendo ripetibile può solo tendere ad essere
infinita e cioè rivolta continuamente verso l’Infinito.
Quindi
l’Umanità tende a Dio, o per essere ancora più precisi, secondo il Cubo
Eterno del Sovrano Grande Ispettore Generale, è l’inizio di Dio e del
Santo Impero.
L’Umanità
è trasformazione e mutazione perpetua, con all’interno l’uomo conscio che
sa di Essere per il futuro e non per il presente. Solo il futuro giunge
alla vita eterna sempre presente, quindi per Essere il futuro o si è
“nuova generazione” o si è morte.
Ecco
perché il luogo di nascita dell’Europa non può essere geografico, ma solo
Spirituale, per cui non un luogo, ma un punto, per cui il vero punto ed il
vero tempo della nascita Europea sta nelle primordiali unità sociali, con
gli specifici atteggiamenti dei singoli, le quali possono essere
identificate in null’altro che in quelle della filosofia greca, mentre a
riguardo del loro sviluppo stessa situazione si è creata con la filosofia
cristiana.
Solo
consapevoli di ciò possiamo immaginare un percorso concreto di costruzione
di: UNA EUROPA.
Se le
filosofie Elleniche e Cristiane hanno originato la prima Europa dobbiamo,
nel contempo, essere consapevoli che oggi esiste potenzialmente un’Europa
UE, un’Europa Usa, un’Europa Latino-Americana; il primo potere nuovo che
comprenderà questo “concetto” si porrà come fondatore di un nuovo pianeta
etico.
La prima
vera filosofia, quella che risale ad Epicuro, non si occupava, come quella
di oggi, solo si ontologia, scienza solo dell’essere e dell’esistenza, ma
comprendeva tutto: dalla fisica all’astronomia, dalla cosmologia alla
poetica, dall’etica alla politica, dalla logica alla epistemologia, alla
matematica. Ricordiamoci che Epicuro nella sua filosofia del comprendere
il tutto rifiutava ogni termine che portasse alla pansofia ed è qui che
noi confermeremo e non sveleremo.
Quindi la
vera filosofia è scienza universale, del cosmo, della totalità di tutto
ciò che è: solo dietro a questo nasce il divenire e l’essere nel divenire.
Stando
così le situazioni è la filosofia del tutto che dà luogo alle
ramificazioni delle scienze, come alla loro inclusione in essa.
Ed eccoci
giunti nel punto cruciale della Nostra Allocuzione: “… E’, e sarà
l’inclusione di tutte le scienze della e nella filosofia il vero atto di
nascita DELLE EUROPA e delle sue unicità…”. Chi è e sarà dentro questa
concezione è, e sarà Europa, che si chiami Francia, Canada o Brasile.
A questo
punto se vogliamo seriamente pensare al futuro, cioè UNA DELLE EUROPA,
dobbiamo costruire partendo, innanzi tutto, dalla formazione di un
neopensiero ellenico e cristiano a interfaccia ebraico-sufista, per l’uomo
del 21° secolo.
L’uomo
nuovo è fatto a poco a poco e, indiscutibilmente dalla concezione delle
idee, è l’origine delle stesse che fa il suo essere spirituale, il quale
si trasforma progressivamente, come se fossimo di fronte ad un movimento
cadenzato di un pendolo. Questo movimento pendolare avviene nella
comunicazione, comprendendo ed interfacciando nel altrui, diffondendo e
creando così un’Umanità nuova, che pur partendo dalla finitezza di Essere
è splendidamente protesa verso l’infinito.
E’ in
questo modo che prenderà corpo l’Europeo Nuovo, vivendo una nuova forma di
comunità spirituale, basata sulla comunione per l’Amore e per le idee, per
la loro produzione e per il loro inserimento in una normativa ideale, la
quale porta in sé quell’orizzonte di futuro infinito. L’orizzonte di una
sequenza di generazioni che si muovono nello spirito delle idee. Costruire
una delle Nuove Europe fatta di idee e di popoli e non di Nazioni
iniziando dall’Euromed, ed anche qui confermeremo e non sveleremo.
Rifacendo
il neopensiero ellenico, cristiano comporremmo gli Europei pronti per la
civiltà “occiorientale”. Dovremo rifare il nostro pensiero secondo un neo
Epicuro, iniziando dalla teoria delle idee tra i livelli di conoscenza:
l’Essere, il Divenire, il NON Essere. Dovremo ricostruire la sua gerarchia
delle idee: il Bene in sé, i Valori Morali, i Concetti Matematici, le
Cose della Natura.
Nell’individuazione amichevole dell’uomo nuovo fu Platone, all’epoca, a
costruire la figura del demiurgo, che con le proprie idee avrebbe rifatto
il mondo. Quindi il demiurgo diviene un creatore speciale, con la
possibilità di poter creare al di sotto delle idee.
Dio invece
è il Bene in sé e crea il Bene in sé.
E’ con il
Libro Sacro che Giovanni rivela il Logos, rendendo invisibile ciò che è
visibile e viceversa. Infatti lo Spirito Nuovo nella scienza nasce dal
rapporto diretto con la Trascendenza e Giovanni ne diviene araldo: “… Dio
nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio Unigenito, che è nel seno del
Padre, Lui lo ha rivelato …”.
“… Ecco
l’uomo di cui dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti,
perché era prima di me …”.
La
Massoneria con questi principi potrà formare l’uomo nuovo, quindi
l’Europeo Nuovo, iniziandolo alla Sapienza ed esperienza del Grande
Architetto dell’Universo.
Dio in noi
diviene sorgente di vita autentica.
Così è
l’Amore che diventa retroscena ed origine del nostro Essere.
Il Nuovo
Uomo Europeo si baserà sul principio della vita, sulla pienezza della vita
e non sulla esclusiva vita fisica.
Dovremo
eliminare l’interdipendenza interiore, i disturbi di relazione, la
mancanza dell’orientamento.
L’Amore,
oltre il cosiddetto vivere terreno ed i suoi bisogni, ci porta alla vita
in Dio ed è intorno a questi concetti che prenderà corpo un neoumanesimo
apposito per l’Europa.
L’Europeo
ha nello Spirito il contratto diretto con sé stesso e comprendendosi trova
il suo centro spirituale.
Non
potremo più accettare un progresso il cui ideale è il dominio conoscitivo
sulla natura, realizzato con la cosiddetta supremazia della tecnica
promossa all’infinito, tentando di perseguire una tranquillità ed una
assicurazione contro il destino. Concepire il destino in un ruolo di
frenatore trascendentale è estremamente pericoloso: andrebbe ad ostacolare
il principio presso Dio, tutto è stato fatto per mezzo di Dio, e senza di
Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste.
La vita
era la luce degli uomini splendendo nelle tenebre.
Tutto
questo è la scienza dello Spirito che dimostra come sia fuori dal contesto
classico della natura e perciò non possa essere fondata sulla
sperimentazione dimostrativa, proprio per questo chi l’ha voluta spingere
sull’esclusivo piano del metodo empirico delle scienza matematiche e della
natura ne è uscito distrutto, con l’unica alternativa di entrare
immediatamente nel metodo dell’Analisi Sapienziale.
Ecco
perché riteniamo errata l’equiparazione tra soggettività psichica e
soggettività trascendentale. Ed è quest’ultima che ci porta alla
conoscenza da infinire.
Per
elevare nell’uomo nuovo la soggettività trascendentale non si può adottare
un metodo empirico e deduttivo, come le scienze della natura, ma uno
intuitivo, concepito non in senso di auto-rappresentazione iconica, ma in
una nuova sfera dell’Essere Uomo. Questa è la consapevolezza di rientrare
come elemento soggettivo nello Zoeorbis, dove tutto è esprimibile e
tramutabile, al contrario del mondo obiettivo, dove nulla è esprimibile,
in quanto trovato in natura con il metodo della ricerca empirica e
deduttiva.
L’esprimibile ed il tramutabile dello Zoeorbis si svolge all’interno della
soggettività trascendentale ed è nella comunione di questa specifica che è
nata l’Europa vera, l’incontro con Dio, e così nascerà, secondo noi, UNA
DELLE EUROPA.
Come la
scienza naturale ha avuto il suo inizio concettuale in Galileo, così la
scienza dello Spirito nell’antica Grecia.
Alla
distanza Il mondo circostante intuitivo aprirà spazi alla conoscenza da
infinire.
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